Legapesca propone 10 mosse anticrisi per rilanciare il settore Pesca

Legapesca propone 10 mosse anticrisi per rilanciare il settore Pesca

Roma – Dieci mosse per rilanciare un settore che ha chiuso il 2008 con un prodotto lordo in calo del 12% e con vendite, prezzi e retribuzioni del 4%.

Lo ha detto oggi il presidente di Lega Pesca, Ettore Ianì aprendo i lavori dell’assemblea dell’associazione in cui ha chiamato a raccolta le istituzioni per uno sforzo congiunto. In cima
alle azioni da intraprendere, Ianì mette la costituzione di un Fondo per lo sviluppo dell’imprenditoria ittica.

“Occorre fronteggiare una crisi senza precedenti e creare le condizioni per riorganizzare la filiera ittica”, ha detto il presidente, che ha indicato come priorità per il 2009
ristrutturazione e rafforzamento dell’impresa, stabilizzazione delle politiche fiscali, potenziamento dei servizi e assistenza e rispetto delle regole per una pesca e acquacoltura
sostenibili.

“Non c’é più spazio per tentennamenti – avverte Ianì – serve una strategia di modernizzazione che superi la logica dell’emergenza, in grado di incidere sui limiti strutturali
del comparto, riconoscendo la centralità dell’impresa”.

A fronte dell’imminente scadenza di utilizzo dei 30 milioni di euro stanziati per le misure anticrisi, il presidente ha sottolineato come il decreto attuativo sia ancora fermo, come anche
l’estensione al settore dei contratti di filiera e del fondo per l’imprenditoria giovanile, già in vigore invece per l’agricoltura.

Le 10 mosse indicate da Lega pesca sono:

  1. istituzione di un Fondo per lo sviluppo dell’imprenditoria ittica, per favorire aumento delle dimensioni aziendali e le teecnologie volte al risparmio energetico e ristrutturazione
    finanziaria e produttiva del sistema ittico;
  2. stabilizzazione degli sgravi fiscali e previdenziali della legge 30/98;
  3. estensione alla pesca dell’Iva speciale agricola agevolata, punto inevaso della Piattaforma di Verona nata per fronteggiare il caro gasolio;
  4. detassazione dei premi di arresto definitivo;
  5. stesura del  Programma triennale 2010-2012, per pianificare le politiche di intervento e uscire dallo stillicidio delle proroghe annuali;
  6. ripartizione delle risorse regionali del Fondo Unico tra agricoltura e pesca: un’indistinzione che non prevede vincoli di spesa e criteri di ripartizione, che costa al settore ittico 15
    milioni di euro l’anno;
  7. adeguamento delle leggi regionali con le relative dotazioni di bilancio, in linea al decentramento;
  8. ripristino del canone ricognitorio per l’acquacoltura a soggetti non cooperativi, per sostenere la competitività del comparto nazionale;
  9. reintroduzione della tolleranza del 10% per le catture sottotaglia effettuate con attrezzi legali;
  10. stabilizzazione degli ammortizzatori sociali.   

Il presidente infine ha richiamato l’impegno del governo anche sulle imminenti scadenze comunitarie, dall’approvazione del nuovo regolamento europeo sui controlli, alla riforma della
politica comune della pesca (Pcp), su cui è imminente la pubblicazione di un Libro Verde da parte della Commissione.

Ansa.it per NEWSFOOD.com

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