Le aragoste soffrono nell’acqua bollente

Le aragoste soffrono nell’acqua bollente

Il fato delle aragoste in cucina è uno dei punti controversi che divide animalisti e buongustai.

Secondo i primi, gli animali immersi nell’acqua bollente soffrono, ed esprimono il sentimento con rumori e movimenti.

Secondo gli amanti della cucina, invece, i crostacei non sono in grado di provare dolore.

Ora, la tesi dei primi viene confermata da una ricerca della Queen’s School of Biological Sciences (Regno
Unito), diretta dai dottori Bob Elwood e Barry Magee e pubblicata sul”Journal of Experimental Sciences”. Le aragoste sono cioè capaci di soffrire ed immerse nell’acqua bollente
dimostrano questo.

Gli scienziati sono partiti da indagini precedenti, che mostravano come gamberi e paguri riuscissero a distinguere tra sensazioni piacevoli e quelle dolorose.

Allora, il team della Queen’s School ha selezionato decine di granchi comuni, sottoponendoli a piccole scosse elettriche.

Risultato, gli animali cercavano di evitare il dolore, nascondendosi. Secondo il dottor Elwood, tale comportamento è dovuto alla percezione della sofferenza: non si tratta cioè di
nocicezione, un movimento riflesso dovuto dalle terminazioni nervose periferiche.

Perciò, conclude il ricercatore, chef e cuochi devono riflettere sulle nuove informazioni.

Ad esempio, questo il parere del maestro Heinz Beck: “Ho sempre saputo che immergendo in acqua bollente dalla testa un’aragosta non sente dolore. Nessuno vuol far male agli animali e io sono
sempre stato molto scrupoloso. Se non va bene quanto da sempre insegnato nelle scuole di cucina aspettiamo ora dai ricercatori indicazioni su metodi indolori di soppressione dei crostacei”.

Più chiaramente, conclude Beck, “Se non va bene la tradizionale cottura in acqua bollente, ci diano indicazioni per una dolce morte perché la clientela continua a chiedere, anche
in tempi di crisi, i crostacei. Nel frattempo, conclude, rimango scrupoloso, ma continuerò a portali a tavola”.

Matteo Clerici

ATTENZIONE: l’articolo qui riportato è frutto di ricerca ed elaborazione di notizie pubblicate sul web e/o pervenute. L’autore, la redazione e la proprietà, non
necessariamente avallano il pensiero e la validità di quanto pubblicato. Declinando ogni responsabilità su quanto riportato, invitano il lettore a una verifica, presso le fonti
accreditate e/o aventi titolo.

Leggi Anche
Scrivi un commento