Le Acli del Mezzogiorno per una nuova stagione di partecipazione civile

By Redazione

Napoli – I quadri meridionali delle Acli si danno appuntamento a Napoli, su invito del presidente provinciale Pasquale Orlando, per affrontare insieme il tema del ruolo della
società civile e del terzo settore nella sfida del rilancio del Mezzogiorno.

Domani, a partire dalle 16, presso l’Hotel Ramada di via Galileo Ferraris si terrà un incontro dal titolo «Migrare dal Novecento – il presente, servire il futuro. Le Acli del
Mezzogiorno per una nuova stagione di partecipazione civile.» Ad aiutare l’associazione dei lavoratori cristiani nella loro riflessione sarà l’economista Adriano Giannola,
presidente della Fondazione Banco di Napoli. Saranno presenti anche Andrea Olivero, presidente nazionale delle Acli, Michele Rizzi, vicepresidente nazionale ed i presidenti delle Acli delle
regioni del sud Italia.

«C’è stata una stagione di ripresa del sud, con il patto tra una nuova generazione politica e la società civile organizzata – afferma Pasquale Orlando – Ora il sud è
di nuovo in ombra ma non siamo certo stati noi l’anello debole! Per questo siamo convinti che è arrivato il momento di lanciare una nuova stagione di partecipazione civile. Ripartiamo
proprio da Napoli perché in questi giorni la città è l’emblema evidente di una emergenza rispetto alla quale è necessario cambiare pagina e farlo anche in tempi
stretti.»

Orlando si dice convinto della «necessità di una nuova strategia per il Mezzogiorno che punti a completare e migliorare le infrastrutture; rafforzare i distretti e i sistemi
produttivi locali, favorendo la crescita dimensionale delle imprese (attraverso per esempio lo strumento della fiscalità a vantaggio); sviluppare sinergie tra operatori economici e mondo
della ricerca e dell’università; combattere il lavoro sommerso nelle sue diverse forme e ad assicurare una condizione di legalità e di sicurezza alle imprese e ai cittadini. E
soprattutto coinvolgere di più nei processi i cittadini e la società civile organizzata. Solo in questo modo si potranno ridurre le distanze tra la politica e la gente
comune.»

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