Lazio: attivato Polo formativo per beni e attività culturali

Roma – Esperti per il rilievo architettonico e la diagnosi del degrado strutturale, ma anche in percorsi didattici museali, queste le nuove importanti figure previste dal Polo formativo
per i beni e le attività culturali, promosso dall’assessorato all’Istruzione della regione Lazio, presentato presso la Biblioteca nazionale centrale di Roma, in un convegno organizzato
da Confservizi Lazio.

I poli formativi, finanziati e promossi dall’assessorato con oltre 2 milioni e 700 mila euro, attivano tredici iniziative, grazie anche ad un’articolata concertazione con le parti sociali e con
le istituzioni locali.

I Poli operano grazie a vari raggruppamenti – scuole secondarie superiori, centri di formazione, centri di ricerca, università e imprese – ai quali viene affidata, sulla base di una
precisa programmazione pluriennale, la realizzazione di percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore. Attualmente nel Polo dei beni culturali – partito lo scorso 5 novembre – lavorano
in rete 25 partner selezionati, guidati dalla capofila Formedil Lazio. Finora sono stati attivati due percorsi formativi di Istruzione e formazione tecnica superiore (Ifts) post-diploma, che
mirano a formare tecnici per il rilievo architettonico e il degrado strutturale, e tecnici per i percorsi didattici museali. I due corsi, interamente gratuiti, sono rivolti a occupati,
inoccupati e disoccupati in possesso di diploma di scuola secondaria superiore.

«La strategia dei Poli formativi» – ha dichiarato l’assessore all’Istruzione, Silvia Costa – «costituisce una vera e propria scommessa per la Regione Lazio. La vera
innovazione» – sottolinea l’assessore – «è quella di aver costituito una rete specializzata: abbiamo coinvolto, su base provinciale, interprovinciale e corregionale, le
istituzioni scolastiche superiori, le università, i centri di ricerca e le imprese al fine di realizzare i percorsi di formazione mirati alle figure professionali alte che oggi mancano.
Il tutto nella prospettiva dei futuri Istituti tecnici statali e dei poli tecnici previsti dalla normativa nazionale già approvata in sede di Conferenza unificata.

L’iniziativa mira dunque non solo a «innalzare il livello delle competenze tecniche, ma anche a creare i presupposti per l’inserimento nel mondo del lavoro per la riqualificazione dei
lavoratori stessi» – ha concluso l’assessore – «e soprattutto ad attrarre investimenti sul nostro territorio».

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