Lavoro, il divieto di fumo fa calare l’assenteismo

Vietare il fumo fa bene alla salute dei lavoratori (riducendo anche i fumatori passivi) ed a quella dell’azienda, diminuendo l’assenteismo per malattia.

E’ la conclusione di una ricerca dell’Università Cattolica e dell’Università di Bergamo, diretta dall’economista Claudio Lucifora e da Federica Origo. La ricerca, denominata “The
effect of comprehensive smoking bans in European workplaces”, è stata presentata durante “The economic and social implications of health and safety at work”, riunione di esperti
internazionali tenutasi a Milano.

La squadra diretta da Lucifora ed Origo ha paragonato i dati dei Paesi Europei che nel periodo 2000-2005 hanno introdotto il divieto di fumo (Irlanda, Italia e Svezia) con gli Stati UE passivi
su tale fronte.

La realtà emersa evidenzia come nelle nazioni con divieto assoluto stia calando sia l’amore per il tabacco che i suoi effetti negativi.

Prendendo come esempio l’Irlanda, si nota come siano diminuiti sia gli heavy smokers (quelli che fumano in media 20 sigarette al giorno) che i regular smokers. Nell’Isola di Smeraldo, i primi
sono passati dal 39% nel 2002 (prima dell’entrata in vigore della legge) al 37% nel 2006. Stesso andamento per i secondi: si è andati dal 39% del 2002 al 37% del 2006.

Riguardo all’Italia, gli heavy smokers sono scesi dal 27% al 19%, mentre i regular smokers hanno visto il loro numero calare dal 90 al 77%.

Diversamente, negli Stati in cui il divieto è assente, i fumatori regolari sono aumentati. In Spagna, ad esempio, questi sono passati dall’89% nel 2002 al’91% nel 2006.

Inoltre, come detto, gli Stati con divieto beneficiano di un calo dell’assenteismo. In Italia, tale caratteristica è calata del 4% dal 2002 ad oggi.

Fonte: Lucifora, Claudio, Origo, Federica, “The effect of comprehensive smoking bans in European workplaces”, Aisberg, 2009

Matteo Clerici

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