Lattiero caseario, crisi anche per gli USA

 

Anche negli Stati Uniti la crisi colpisce il settore lattiero caseario: il prezzo del latte è precipitato del 35% in solo due mesi ed i costi di produzione rimangono alti. Vi
proponiamo parte di un articolo apparso su Reuters.

Linnea Kooistra un’allevatrice dell’Illinois pensa di poter tenere il suo stabilimento lattiero-caseario di 250 mucche malgrado il collasso del prezzo del latte, ma altri
coltivatori lattieri degli Stati Uniti potrebbero essere costretti a chiudere. Molti dei più di 60.000 stabilimenti lattiero – caseari degli Stati Uniti hanno tagliato i costi,
svenduto le loro mucche, o sono stati costretto a lasciare il settore visto che i prezzi del latte sono scesi del 35% in appena due mesi mentre i costi di gestione degli stabilimenti
lattiero-caseario sono rimasti scomodamente alti. Alcune aziende agricole stanno perdendo $200 a testa ogni mese.

“Abbiamo affrontato interessi al 18%. Abbiamo affrontato crisi agricole. Abbiamo superato siccità ed inondazioni, ma questa situazione economica è di gran lunga la
più difficile che abbiamo affrontato in tutti questi anni” ha affermato Kooistra che dal 1980, con suo marito, gestisce la Kooistra farms in Woodstock, Illinois. “In questo
momento, il prezzo del latte copre appena i costi del mangime e del veterinario. Senza contare tutte le altre spese affrontate per far funzionare un’azienda agricola, i
macchinari, i costi del carburante, “ha detto. ” Il nostro piano per ora è sopravvivere alla tempesta. Spero non duri molto più a lungo”.

I prezzi del latte sono scesi del 50% rispetto all’estate scorsa […]. “Visto l’improvviso e severo calo dei prezzi del latte a livello aziendale, un numero
significativo di coltivatori non sopravvivrà all’inverno, ” ha dichiarato lo scorso mese, Jerry Kozak, presidente della federazione nazionale dei produttori di latte.

Gli analisti si aspettano che i prezzi del latte rimangano bassi per almeno il primo semestre di quest’anno ed i prezzi alla fine di quest’anno potranno rialzarsi soltanto quanto
basta per coprire i costi di produzione. […].

Gli analisti spiegano che il motivo del crollo del prezzo sia molto semplice: troppo latte e poca richiesta.

I consumatori spendono di meno e la clientela dei ristoranti è diminuita. Circa il 40 % della produzione lattiera degli Stati Uniti viene trasformata in formaggio ed
approssimativamente 60 % del formaggio è usato nella ristorazione, secondo gli analisti.

 

Si pensava che sarebbe aumentato il consumo di latte in casa ma comunque il beneficio per i prezzi sarà minimo, gli analisti avvertono. Inoltre malgrado il crollo dei prezzi del
latte all’ingrosso, il costo nei supermercati è diminuito molto poco poiché i rivenditori sono stati lenti a modificare i loro prezzi. Sulla base di un’indagine della Usda
sui rivenditori in 30 città degli Stati Uniti, il prezzo medio di un gallone di latte (circa 3.7 litri, n.d.t.) intero era $3.67 a dicembre, solo 25 centesimi in meno rispetto al
picco estivo.

Anche le esportazioni sono molto diminuite. Le nazioni di importazione stanno comprando poco visto la crisi ed il fatto che, nonostante tutto il valore del dollaro si sia mantenuto
costante, cosa che rende i prodotti commercializzati in dollari, come il latte, più costosi per i compratori che battone altre valute. Nel frattempo, […] l’Unione
Europea ha reintegrato le sovvenzioni all’esportazione su una gamma dei prodotti lattiero – caseari, in pratica mettendo i prodotti Statunitensi fuori mercato.

Pare che le esportazioni degli Stati Uniti, senza sovvenzioni, saranno molto più basse questo anno, probabilmente 25 o 35 % in meno, se non più..

Oltre a passare a mangimi più economici, ridurre i greggi e rinviare gli acquisti di apparecchiature, le opzioni dei produttori lattieri nel tentare di combattere la crisi del
mercato sono molto limitate. ”

“Anche durante i tempi buoni, cerchiamo sempre di trovare modi per gestire meglio le nostre aziende e mantenere bassi i costi. Quando queste crisi vanno avanti per lungo tempo
è difficile capire su cosa altro risparmiare”, dice Brad Scott della fattoria Scott Brothers in San Jacinto, California. “In una fabbrica, quando le cose vanno male puoi
sempre spegnere l’interruttore ed aspettare che le cose migliorino. In una latteria non c’è nessun interruttore.”

Karl Plume, trad. AIOL

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