L’Asclepia curassavica Linn combatte il cancro al colon
11 Giugno 2010
L’asclepia curassavica Linn può essere d’aiuto contro il cancro al colon, grazie alle sue proprietà chemio-preventive.
E’ l’ipotesi portata avanti da una ricerca della King Saud University (sezione Department of Community Health Sciences), in Arabia Saudita, diretta dal dottor Albert A Baskar e pubblicata su
“BMC Complementary and Alternative Medicine”.
L’Asclepia curassavica Linn è conosciuto da tempo nella regione del Ghati Occidentale dell’India, dove viene usata come rimedio per le emorroidi, l’infestazione da ascari ed i tumori di
addome e pancia.
Allora, la squadra del dotto Baskar ha voluto esaminare gli effetti del beta-sitosterolo estratto dal vegetale, tramite test in vitro, in vivo e con modello animale.
Inizialmente, è stata determinata l’effettiva titolarità della molecola isolata tramite biotest a frazionamento guidato; poi, la molecola è stata messa alla prova su
cellule cancerogene umane di cancro al colon e cellule normali cellule linea di reni di scimmia. Durante tali esami, gli studiosi hanno determinato la capacità del beta-sitosterolo di
indurre l’apoptosi (ossia, la morte programmata delle cellule) tramite l’attività antiradicali liberi della molecola.
Successivamente, si è studiata la capacità chemio-preventiva del beta-sitosterolo nella carcinogenesicarcinogenesi del colon. A tale scopo, il team della King Saud University ha
hanno praticato un’iniezione con 1,2-dimetilidrazina (DMH, 20mg per chilo di peso corporeo) in topi maschi. Integrando questo con il beta-sitosterolo per un periodo sperimentale di 16 settimane
a 5, 10, e 20 mg/kg di peso corporeo.
I risultati hanno mostrato come il il beta-sitosterolo avesse provocato una una significativa inibizione della crescita dose-dipendente delle cellule COLO 320 DM (IC50 266.2uM), apoptosi
indotta dalle specie reattive all’ossigeno, e soppresso l’espressione di beta-catenina e gli antigeni del PCNA nelle cellule umane di cancro del colon. Inoltre, la supplementazione di
beta-sitosterolo ha diminuitoil numero di cripta aberrante (ossia, il precursore d’innesco della sequenza displasia-carcinoma) e la molteplicità cripta nei topi trattati con DMH in modo
dose-dipendente, senza effetti collaterali.
In conclusione, gli scienziati ritengono che che il beta-sitosterolo può avere effetti chemio-preventivi agendo sulle cellule cancerogene e con un minimo di tossicità per le
cellule normali. L’attenuazione della beta-catechina e dell’espressione PCNA, lo rende un potenziale farmaco antitumorale della cancerogenesi del colon.
Fonte: Albert A Baskar, Savarimuthu Ignacimuthu, Gabriel M Paulraj, Khalid S Al Numair, “Chemopreventive potential of beta-Sitosterol in experimental colon cancer model – an In vitro and
In vivo study”, BMC Complementary and Alternative Medicine 2010, 10:24, doi:10.1186/1472-6882-10-24
Matteo Clerici
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