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L’Asclepia curassavica Linn combatte il cancro al colon

L’Asclepia curassavica Linn combatte il cancro al colon

By Redazione

L’asclepia curassavica Linn può essere d’aiuto contro il cancro al colon, grazie alle sue proprietà chemio-preventive.

E’ l’ipotesi portata avanti da una ricerca della King Saud University (sezione Department of Community Health Sciences), in Arabia Saudita, diretta dal dottor Albert A Baskar e pubblicata su
“BMC Complementary and Alternative Medicine”.

L’Asclepia curassavica Linn è conosciuto da tempo nella regione del Ghati Occidentale dell’India, dove viene usata come rimedio per le emorroidi, l’infestazione da ascari ed i tumori di
addome e pancia.

Allora, la squadra del dotto Baskar ha voluto esaminare gli effetti del beta-sitosterolo estratto dal vegetale, tramite test in vitro, in vivo e con modello animale.

Inizialmente, è stata determinata l’effettiva titolarità della molecola isolata tramite biotest a frazionamento guidato; poi, la molecola è stata messa alla prova su
cellule cancerogene umane di cancro al colon e cellule normali cellule linea di reni di scimmia. Durante tali esami, gli studiosi hanno determinato la capacità del beta-sitosterolo di
indurre l’apoptosi (ossia, la morte programmata delle cellule) tramite l’attività antiradicali liberi della molecola.

Successivamente, si è studiata la capacità chemio-preventiva del beta-sitosterolo nella carcinogenesicarcinogenesi del colon. A tale scopo, il team della King Saud University ha
hanno praticato un’iniezione con 1,2-dimetilidrazina (DMH, 20mg per chilo di peso corporeo) in topi maschi. Integrando questo con il beta-sitosterolo per un periodo sperimentale di 16 settimane
a 5, 10, e 20 mg/kg di peso corporeo.

I risultati hanno mostrato come il il beta-sitosterolo avesse provocato una una significativa inibizione della crescita dose-dipendente delle cellule COLO 320 DM (IC50 266.2uM), apoptosi
indotta dalle specie reattive all’ossigeno, e soppresso l’espressione di beta-catenina e gli antigeni del PCNA nelle cellule umane di cancro del colon. Inoltre, la supplementazione di
beta-sitosterolo ha diminuitoil numero di cripta aberrante (ossia, il precursore d’innesco della sequenza displasia-carcinoma) e la molteplicità cripta nei topi trattati con DMH in modo
dose-dipendente, senza effetti collaterali.

In conclusione, gli scienziati ritengono che che il beta-sitosterolo può avere effetti chemio-preventivi agendo sulle cellule cancerogene e con un minimo di tossicità per le
cellule normali. L’attenuazione della beta-catechina e dell’espressione PCNA, lo rende un potenziale farmaco antitumorale della cancerogenesi del colon.

Fonte: Albert A Baskar, Savarimuthu Ignacimuthu, Gabriel M Paulraj, Khalid S Al Numair, “Chemopreventive potential of beta-Sitosterol in experimental colon cancer model – an In vitro and
In vivo study”, BMC Complementary and Alternative Medicine 2010, 10:24, doi:10.1186/1472-6882-10-24

Matteo Clerici

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