L’analisi della filiera cerealicola e le proposte per il settore

L’analisi della filiera cerealicola e le proposte per il settore

Intervistato da Veronafiere, in vista della nona edizione di Siab Techno Bake Exhibition, che si terrà dal 22 al 26 maggio 2010, Umberto Sacco, neopresidente di Italmopa, fa un’attenta
analisi del settore della frumenticoltura italiana.

“L’analisi Swot del settore” sottolinea Sacco “ha evidenziato alcuni significativi punti di forza della filiera italiana frumento ma anche diversi punti di criticità in grado di minacciare
la competitività della stessa e di tutti gli attori che la compongono. In questo ambito, riteniamo indispensabile individuare strumenti in grado, da un lato, di incrementare la
fluidità del mercato e il costante approvvigionamento nell’arco dell’intero arco della campagna di commercializzazione dell’Industria molitoria, e, dall’altro, di migliorare l’attuale
gestione delle scorte che devono essere in grado di prevedere un immagazzinamento del prodotto in funzione delle sue caratteristiche qualitative”.

Il Presidente dell’Associazione, che rappresenta l’industria molitoria italiana e che aderisce a Federalimentare e a Confindustria, si presenta, dunque, con obiettivi chiari e con
l’«eredità» di Vacondio – suo predecessore di cui
peraltro era vicepresidente dal 2005 – da portare avanti.

Fra i progetti da realizzare, dovrebbero risultare prioritari quelli in grado di rispondere adeguatamente ai principali punti di debolezza ­ ed in primis la fluidità del mercato –
costatati dall’Industria molitoria. Nel 2008, l’Industria molitoria ha fatto fronte, con difficoltà, ad una situazione di mercato caratterizzata da un andamento ad elastico delle
quotazioni, con violenti incrementi dei listini della materia prima frumento e flessioni altrettanto preoccupanti. “Sia chiaro” precisa Umberto Sacco “che per l’Industria molitoria la
preoccupazione maggiore non è certamente la crescita, purché ragionevole, dei prezzi bensì l’insufficiente fluidità degli scambi che mette a repentaglio il costante
approvvigionamento dell’Industria nell’arco della campagna di commercializzazione”.

Non solo, Sacco sottopone all’attenzione della filiera frumento anche alcune indicazioni per incrementare la trasparenza, la dinamicità e la stabilità dei mercati, come: lo
stoccaggio dei cereali e la formula del conto deposito (che pur non contestando la legittimità dello strumento dovrebbe essere gestito meglio); la costituzione di scorte strategiche in
grado di garantire, ove necessario, una maggiore stabilità del mercato nazionale; lo sviluppo di un mercato costruttivo in seno alla filiera in grado di affrontare le principali
problematiche della stessa (“Siamo la cerniera” afferma Sacco “è bene ribadirlo, fra produttori cerealicoli e seconda trasformazione industriale o artigianale”); l’adeguamento dei listini
delle Borse merci; un mercato dei futures per il grano duro.

Uno sguardo, dunque, sull’industria molitoria italiana. «Stiamo parlando di un comparto assolutamente sano e competitivo, che detiene una leadership mondiale per quanto concerne la prima
trasformazione del frumento duro, ed europea per quanto concerne la trasformazione del frumento tenero». È questo il biglietto da visita che il rappresentante dei molini industriali
aderenti a Confindustria fornisce.

Dal canto suo, Siab, grazie all’eccellenza delle aziende che la rappresentano, all’offerta ampia e variegata di convegni, eventi e iniziative collaterali, all’appoggio di associazioni di settore
e all’internazionalizzazione – che mai come in questa edizione ha contraddistinto la rassegna veronese – si presenterà, il prossimo maggio, come palcoscenico ideale per contribuire alla
crescita di uno dei segmenti produttivi più rilevanti del made in Italy, favorendone una maggiore visibilità in tutto il mondo.

Leggi Anche
Scrivi un commento