L'agriturismo “tira” in Sicilia, Valle d'Aosta, Liguria e Puglia
5 Maggio 2008
Secondo le statistiche raccolte da Agriturist (associazione agrituristica di Confagricoltura) tramite il proprio sito internet, le scelte di agriturismo nel mese di aprile, caratterizzate
soprattutto dalle prenotazioni per i ponti del 25 aprile e del primo maggio, si sono orientate prevalentemente verso la Toscana, la Sicilia, la Lombardia e la Sardegna.
Ma, quantunque la Toscana sia stata scelta da un numero pressoché doppio di persone rispetto alla Sicilia, seconda nella graduatoria delle richieste, l’offerta di agriturismo di questa
regione (circa 4100 aziende agrituristiche autorizzate) è pari a dieci volte quella della Sicilia (circa 400 aziende), quindi il rapporto domanda-offerta si mostra, per la Sicilia,
cinque volte più favorevole.
Adottando un «coefficiente domanda-offerta», Agriturist ha stabilito una graduatoria delle regioni in cui, per effetto appunto di un più favorevole rapporto fra la domanda e
l’offerta, l’agriturismo di primavera sta «tirando» di più. Secondo tale graduatoria, al primo posto è la Valle d’Aosta, interessata dal 1,94% della domanda ma con una
offerta di soltanto 58 aziende agrituristiche autorizzate (coefficiente 33,44); seguono la Sicilia (coefficiente 26,02), la Liguria (coefficiente 15,40) e la Puglia (coefficiente 11,62).
Coefficienti molto più bassi per alcune delle regioni più richieste: Toscana (4,83), Lombardia (8,64), Sardegna (6,02), Emilia Romagna (5,00).
Interessanti alcune differenze fra le scelte degli italiani e le scelte degli stranieri. Se le prime quattro posizioni vedono preferite nello stesso ordine Toscana, Sicilia, Lombardia e
Sardegna, nelle posizioni successive vediamo gli stranieri puntare soprattutto su Veneto, Liguria, Piemonte ed Emilia Romagna, mentre gli italiani hanno scelto più frequentemente Umbria,
Lazio, Emilia Romagna e Campania.
«Si tratta di dati orientativi – commenta Giorgio Lo Surdo, direttore nazionale di Agriturist – che tuttavia confermano, come già più volte sottolineato da Agriturist, le
difficoltà di tenuta dell’agriturismo in Regioni che, pur essendo molto richieste dal pubblico, hanno ormai tantissime aziende agrituristiche per cui la domanda, pur consistente, non
riesce a tener dietro all’offerta».
«E’ urgente – prosegue Lo Surdo – che le Amministrazioni regionali, e la stessa ENIT (nel sito internet dell’Agenzia Nazionale del Turismo, l’agriturismo non esiste!), presentino
l’agriturismo fra le componenti dell’offerta turistica, valorizzando cosi il grande patrimonio enogastronomico, culturale, paesaggistico e naturalistico della campagna italiana e promuovendo
una maggiore diffusione dei flussi turistici sul territorio».





