L’agricoltura italiana in crisi chiede subito fatti concreti

 

La Direzione nazionale della Cia, riunitasi a Bruxelles, ha approvato un documento di proposte che sono alla base della mobilitazione. Servono modifiche alla legge finanziaria ed
interventi di carattere straordinario per sostenere le imprese agricole che vivono un momento di grande difficoltà. Meno oneri contributivi e costi di produzione. Un più
facile accesso al credito e misure per i giovani. 

“Ora i fatti. Gli agricoltori chiedono interventi immediati ed efficaci”.. Questo lo slogan che caratterizzerà la mobilitazione della Cia-Confederazione italiana
agricoltori che si svolgerà in tutta Italia dal 10 al 20 novembre prossimi e avrà il suo momento “clou” venerdì 14, quando si terranno manifestazioni in
contemporanea in cento province. Iniziative a sostegno delle rivendicazioni nei confronti della legge finanziaria per il 2009 e per misure di carattere straordinario in grado di dare
valide garanzie alle imprese agricole in questo particolare momento di crisi.

La Direzione nazionale della Cia, riunitasi a Bruxelles, ha approvato un articolato documento che contiene proposte per ridare slancio e vigore ad un settore, quello agricolo, che vive
una delle fasi più difficili degli ultimi anni.

In un mercato sempre più vasto e competitivo, le imprese agricole -si afferma nel documento della Cia- mostrano una strutturale difficoltà a recuperare margini di
efficienza ed a produrre reddito da destinare ai consumi, all’innovazione ed agli investimenti. Pesano, ed aggravano questa situazione, da un lato, l’aumento del costo del
denaro e le difficoltà di accesso al credito che penalizzano maggiormente le imprese che hanno investito in innovazione e qualità; dall’altro, le anomalie ed il
malfunzionamento del mercato (l’impennata dei prezzi di alcune materie prime agricole che ha caratterizzato la scorsa campagna agraria, l’aumento dei costi dei mezzi
tecnici, in particolare energetici e prodotti chimici).

Un quadro complesso che rischia di aggravarsi ulteriormente se non verranno predisposti validi interventi. Finora, però, le risposte del governo e della maggioranza per
fronteggiare queste situazioni di crisi -sottolinea il documento- sono state, parziali, riduttive o sbagliate. Serve, quindi, un’azione più incisiva e propulsiva a sostegno
degli imprenditori agricoli che non possono continuare ad operare in un contesto carico di problemi e senza reali certezze e prospettive.

Per la Cia, oltretutto, è illusorio fare affidamento solo sulle virtù regolatrici del mercato. Non serve una medicina miracolistica, ma non bastano neanche interventi
frammentari. Serve un progetto di politica agraria. Ecco il compito della Conferenza nazionale sull’agricoltura e lo sviluppo rurale. Per questo viene chiesto al ministro delle
Politiche agricole, alimentari e forestali Luca Zaia di essere coerente e di mantenere l’impegno di avviare i lavori preparatori della Conferenza, secondo le linee indicate
nell’assise in Campidoglio e confermate dallo stesso ministro in occasione dell’audizione alla Commissione Agricoltura della Camera ad inizio legislatura.

Sarà, dunque, una mobilitazione per sollecitare le necessarie modifiche alla finanziaria, in particolare la proroga degli sgravi contributivi Inps e il ripristino del Fondo di
solidarietà contro le calamità naturali e dei finanziamenti per il Piano irriguo, ma anche interventi straordinari a sostegno delle imprese.

Nel documento della Cia, infatti, si sottolinea l’esigenza dell’accisa zero per il gasolio utilizzato in tutte le attività agricole e zootecniche, della riduzione al
4 per cento fino a tutti 2009 dell’aliquota Iva sui carburanti e dal 20 al 10 per cento dell’Iva sul vino, di fissare al 4 per cento l’Iva sulle nuove strutture
realizzate nell’ambito dei Piani di sviluppo rurale e di ridurre del 50 per cento le aliquote Iva relative all’acquisto dei beni e dei servizi necessari allo svolgimento
dell’attività agricola.

Non solo. Nel documento della Cia si evidenziano altri precisi provvedimenti da adottare in tempi rapidi: estensione a tutto il territorio nazionale del credito d’imposta per
nuovi investimenti produttivi nel settore agricolo; aumento della dotazione finanziaria del credito d’imposta per l’imprenditoria giovanili; riconoscimento del credito
d’imposta per l’aumento occupazionale basato sull’incremento del numero delle giornate lavorate anche da dipendenti assunti a tempo determinato; agevolazioni
contributive e tributarie per le imprese di settori produttivi colpiti da crisi di mercato; definire le condizioni di ruralità fiscale dei fabbricati agricoli per evitare inutili
ed ingiustificati contenziosi; favorire l’accesso al credito e la ristrutturazione finanziaria delle imprese agricole anche con la trasformazione del debito con gli istituti
bancari dal breve a medio e lungo termine e con agevolazioni su finanziamenti destinati alla trasformazione di esposizioni debitorie contratte con istituti di credito (tali operazioni
potranno essere assistite dal fondo riassicurativo presso l’Ismea); sbloccare i finanziamenti comunitari di supporto alle imprese agricole.

 

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