La storia di Giampaolo Sardella, Chef Minestrello, raccontata da Giampaolo Sardella

La storia di Giampaolo Sardella, Chef Minestrello, raccontata da Giampaolo Sardella

Novembre 2015
Riappare un’eccellenza pugliese, sopita sotto la cenere degli entusiasmi di un tempo non lontano. E’ un animale da palcoscenico con un talento innato, uno show man indomito che ha combattuto varie battaglie per arrivare a fare ciò che ha sempre voluto essere: se stesso, protagonista della propria vita su un palco tra gli applausi!
Gianpaolo Sardella con Lino BanfiHa fermato la sua corsa verso il successo a pochi metri dal traguado, oppresso da un oracolo tribale che alla nascita lo aveva destinato ad essere un protagonista sì…. ma in cucina  (n.d. r.  il sogno dei ragazzi di oggi). E’ proprio lui, Giampaolo, che ci racconta cosa è successo quel giorno, l’11 settembre 2001, quando si è convinto che non poteva cambiare il suo destino e si è rassegnato a suonare e cantare in Cucina. I carboni ardenti del palcoscenico però non si sono mai spenti… per 14 anni sono rimasti a covare sotto la cenere… ora, al primo alito, la fiamma è pronta per essere ravvivata.

Giampaolo riparte, con il suo
Milano Puglia Show: Musica, Cucina&Profumi pugliesi

Giuseppe Danielli
Direttore e Fondatore Newsfood.com

 

Gianpaolo SardellaGiampaolo Sardella Vittima dell’11 Settembre
20 ottobre 2009 alle ore 1.06
Giampaolo Sardella nasce a Canosa di Puglia nella camera da letto dei suoi genitori attigua alla cucina del loro ristorante dal titolo RISTORANTE MODERNO al N° 13 il giorno 13 febbraio 1958.
Viene battezzato all’istante dalla nonna paterna Paolina di Barletta ( talent-scaut di Lino Banfi ) anche lei titolare di un altro ristorante “ IL BOLOGNESE “ , con un rito tribale barlettano nel quale si vuole dare l’imprinting e cioè quello che si vuole che faccia da grande, a questo bambino gli si dà l’iniziazione del ristoratore.
A sette anni si incuriosisce degli strumenti di suo padre Michele ( amico di Lino Banfi e Domenico Modugno ) appesi al muro del ristorante, chitarra, violino e mandolino.
Prende le prime lezioni di chitarra e mandolino da un barbiere poi diventato matto.
Legge per anni il GIORNALINO DI GIANBURRASCA e ne fà una sua icona con i Ragazzi della via pal e Paperino.
Gianpaolo Sardella- cuoco e chitarra 1A tredici anni, carico, impregnato, forse nauseato di storie di ristorante, scappa di casa per la prima volta.
Finalmente i suoi genitori si accorgono di lui.
Era fuggito a Roma, direttamente a Cinecittà per fare l’attore e raccontare la sua storia per farne un film.
E a Roma i suoi genitori se lo vanno a prendere, arrivano ad un compromesso, che, appena diplomato alle scuole superiori, con la maggiore età, poteva disporre del suo futuro come meglio voleva, liberamente.
Inizia a fare l’esistenzialista quando già questo fenomeno era ormai desueto in un mondo dove gli Yippi, Marcuse, Ezra pound, Bob Dylan, joan baez e i primi cantatutori danno una bella botta al mondo, diventano moda. Lui, invece và per la sua strada, è già un contro corrente, un anticonformista, si commuove ascoltando le canzoni di Charles Aznavour tradotte da Calabrese, ascolta Frank Sinatra, Carosone, Murolo, buscaglione, Louis Amstrong, Jean Gabin ( Maintenant je sais ) Gardel , di notte sfogliando i canale in onde corte della radio.
Le prime storie con le ragazze le intraprende con delle frasi prese in prestito da Fred Bongusto e Bruno Martino e Tonio Morea.
Musiche da film e film: Borsalino, Il clan dei marsigliesi, un uomo da marciapiede, il laureato, Taxi driver, Burt Bacharac,un film ad episodi di Pierpaolo Pasolini Con la canzone di Modugno “ cosa sono le nuvole “ la sigla del commissario Maigret di Luigi Tenco “ un giorno dopo l’altro “, Wertmuller il giornalino di GianBurrasca e tutte le musiche di Nino Rota.

Gianpaolo SardellaMariti di John Casseteves, Ben Gazzara, Mr sabato sera, Mission, Una notte lunga un giorno di F. Coppola, Oltre il giardino. Cole Porter e Paolo Conte, i dischi di Celentano alle giostre, Ultimo Tango a Parigi, Jean paul Belmondo, Ivj Montaine, Lino Ventura, Pietro Germi, Vittorio De Sica , Alberto Sordi, Casablanca, Aldo Maccione, Il piatto piange di P. Chiara, Lino Banfi al Purgatorio, Billy Paul ( mrs Jones), you are sacha of my life di Steve Wonder, Santana Blak magic woman e caravanserai, Il volo, N. Pistilli allo charango, Lucio Battisti, Brian Auger e juile driscol, Paris Texas, Benedetto Marcello, Vivaldi, Selezione del Reader and djgest, lo stereo di Selezione, Lisa Gastoni, Benedetto Marcello, Anonimo Veneziano, i notturni di Chopin, Vivaldi, Quelli della notte, Dino Sarti, Armando Tanzini, un disco in spagnolo di Mina, Viniciuds de Morales, con te amico e acquerello di toquigno.

Impregnato di ideologie e filosofie e arte pop, invece di andare al liceo artistico, approdo più congeniale, il papà Michele, per tenerlo sottocontrollo, lo iscrive all’istituto Tecnico per ragionieri, diventando già al terzo anno leader di tutti gli studenti fino al quinto.
Diventa ragioniere, con aspirazioni di lavorare per qualche società all’estero.
Tiene dei programmi notturni in una radio libera, mettendo delle musiche e canzoni che non si potevano mettere durante il giorno e intrattiene gli ascoltatori con delle telefonate in diretta e poi in privato.
Nel frattempo mette su con 2 suoi amici a Canosa, una discoteca alla moda, diventata meta di tutte le belle ragazze e play boy di tutta la provincia di Bari e Foggia “ L’angelo Azzurro “.

A vent’anni gli muore suo padre Michele e per necessità mette da parte le sue aspirazioni di andare all’estero come aveva giurato e per sopravvivere gestisce con la sua mamma l’albergo –ristorante di famiglia.
Essendo molto economico e particolare, il suo albergo diventa sede di un suo amico-impresario alle prime armi Antonio Germinario, diventato poi ANTONIO GERMINARIO, ospitando numerosi artisti, Fiorello, i Rokets, Mario Merola,Califano, Cocciante,Bongusto,Modugno, New-Trols, Il Volo, F. De Gregori, e tantissimi altri.
Gli affari non andavano molto bene così dopo qualche puntatina in quasi tutti i Casinò europei per autofinanziarsi, si disorienta, si affascina e inizia a frequentare gli Arancioni di Osho Baguan e decide involontariamente di andare in Africa e rimane lì per quattro anni.
I mercati oceanici di bambini e di uomini, il silenzio del deserto, Gli incontri con avventurieri , le donne-gazzella dell’africa orientale, il parlare con la luna e le stelle e i baobab, gli danno il dono di scrivere delle canzoni.
Vuole conoscere Brighetti che viveva all’isola di Lamu, perché aveva scritto delle canzoni per Bruno Martino.
Conosce Serge Gainsbourg, Armando Tanzini, William Holden, FranK Sinatra, Eduardo de Filippo e Francesco Durazzini, porta a spasso Francesco Pazienza, Rossano Brazzi, Spadolini, Craxi, F. Forte nel Corno d’Africa e la figlia di Totò Eliana a Joannesburg.
Una breve vacanza in Italia, gli fa conoscere Antonino Frassica detto Nino e Rosmaria la donna della sua vita, il Nino li benedice e si sposa e torna una volta sola in Africa, (anzi 2 ) un mondo che lui sogna ogni giorno.
Nell’aprile del 2001, si emoziona leggendo un editoriale del direttore della Gazzetta del mezzogiorno  sull’olio d’oliva pugliese,  invitava il pugliese Arbore a esaltare con il suo clarinetto il nostro olio .

PERCHE’ SI EMOZIONAVA ?, perché aveva scritto 2 giorni prima una canzone sull’olio d’oliva pugliese, PAZZESCO , ricordando un incontro con Arbore a ferragosto sulla spiaggia del beach di Montecarlo 6 anni prima. INCREDIBILE.
Va alla Gazzetta, mette in croce a Lino Patruno ( direttore della Gazzetta del Mezzogiorno ) , gli fa sentire la canzone alla chitarra, lo incanta, e lui eccitato, in virtù della fatal combinazione, coordina un appuntamento tra il Sardella e il Renzo e a Roma nei giorni successivi.
Il Sardella, entusiasta, si arma di una damigiana di olio, una chitarra, una tiella di riso patate e cozze, dei lampascioni fritti e parte alla volta del suo ufficio a Roma Prati, per far sentire la canzone, ma lui non c’era.
Lo cerca un paio di volte durante l’estate, ma niente .
Un bel giorno alla fine dell’estate. La segretaria di Arbore lo chiama e gli dà un appuntamento a Mattinata un lunedì alle 15,30 presso un albergo perché la sera c’era una manifestazione in suo onore ( doveva ritirare un premio ) , L’appuntamento ripeto era per
lunedì 11 Settembre 2001 alle ore 15,30.
Il tanto atteso e sospirato incontro ( da parte del Sardella ) avviene. appare, ma poi svanisce davanti ad un televisore dell’hotel a causa di un bombardamento aereo con conseguente abbattimento delle torri gemelle. Siccome la conversazione viene disturbata da questo avvenimento, Arbore gli dona il suo biglietto da visita con sopra impresse le torri gemelle (che il Sardella custodisce gelosamente nel suo portafogli come una reliquia.), gli aggiunge il numero del cellulare e s’impegna a proseguire l’incontro in un altro momento e con più serenità.
Incredulo, stordito e confuso del suo insuccesso, dell’evanescente e sospirato incontro, Giampaolo da quel giorno 11 Settembre 2001, visto l’esito, ( il 2° tempo dell’incontro non si è più celebrato) è convinto che Arbore è superstizioso, perché siccome l’orario, il giorno dell’appuntamento con il Sardella coincideva con l’abbattimento delle torri, di conseguenza ogni volta che il Sardella lo cerca , il Renzo si tocca.

Con grande rammarico si conclude questo suo trip con Arbore e con grande spirito di adattamento lo chiamano Sergio Bardotti ed Enrico De Angelis ( Premio Tenco ) a partecipare a Brescia al Festival “ Dallo Sciamano allo Showman “ il 7 /10 / 2006 dove sfonda con discreto successo una poltrona del camerino.
Ormai nel bel mezzo della sua vita, rimane imprigionato nella trappola della nonna e frustrato con grande ironia, canta la sua vita.
Racconti cantati, lancinanti blues, versi ironici e taglienti che scandiscono ritmi e colori del mezzogiorno. Le storie di Giampaolo Sardella sono tratte da ritmi mutuati da viaggi in Africa e nel nord europa , ma soprattutto da lunghi passaggi tipici dei canti dei venditori ambulanti del sud, fino agli ammiccamenti del classico cabaret parigino
Un tourbillon di esperienze legate ad una nuova forma di racconto ricco di tic tratti da esplosioni cutanee e di esilaranti calembour in cui il cibo si mischia alla seduzione del canto.
Una voce stranita di un cantastorie che cammina su un percorso di memorie stratificate nell’inconscio dei primi anni del Novecento.
Un fascino che evoca le gambe del Moulin Rouge, senza peraltro portare ballerine, che richiama i tavolini dei fumatori dei cafè chantant di montmartre senza che nessuno fumi , di canzoni ( Moderno Restaurant ) che si presentano come un divertito gioco psicanalitico dal colloquio irriverente con la psiche a ritroso fino alla nascita.
Storie ( Il prurito ) che evocano motti e gesticolazioni di vecchi capocomici di avanspettacolo, quando si aveva il coraggio di lavorare a ridosso della gente, dove il calore del pubblico era parte fondante dello spettacolo stesso. Gennaio 2007.
Autorizzato da Giampaolo Sardella 11 settemre 2007
Ultima apparizione televisiva: RAI 1 “ La vita in diretta “ 21 .09.2009 ore 17,00 Lui che parla di Lino Banfi e Lino Banfi che parla di lui.
Ultima apparizione cinematografica: nel ruolo del madico fiscale nel film di Sergio Rubini L’UOMO NERO in tutti i cinema dal 4 dicembre 2009. AAGGIORNATO AL 31 – XII – 2009

 

Ma la storia continua… Giuseppe Danielli

 

Redazione Newsfood.com  Contatti

Leggi Anche
Scrivi un commento