La storia del gusto: i Neanderthal sentivano molto l’amaro

La storia del gusto: i Neanderthal sentivano molto l’amaro

Anche i nostri antenati percepivano i nostri sapori, anche sé in maniera a volte diversa. Gli uomini primitivi Neanderthal, ad esempio, avevano un’aumentata sensibilità all’ amaro
a causa delle genetica.

A dirlo, una ricerca dell’Università di Barcellona, che ha studiato il DNA contenuto in ossa fossili di 48.000 anni fa.

In particolare, l’attenzione degli studiosi si è concentrata su un gene. Spiegano gli universitari in un comunicato del Consiglio spagnolo nazionale di ricerca: “Questo gene, chiamato
TAS2R38, non ci fa apprezzare il sapore amaro di una sostanza chiamata feniltiocarbammide (PTC). Questa sostanza e’ contenuta in cavoletti di Bruxelles, ma anche in broccoli, cavolo e altri
vegetali. Il gene TAS2R38 li rende più’ amari al gusto, e i Neanderthal lo avevano. E’ la prova che il gene e’ stato ereditato dall’antenato comune tra Homo Sapiens e uomo di
Neanderthal, vissuto oltre 300 mila anni fa. Molte sostanze velenose sono amare, e non apprezzarle ha senso dal punto di vista evolutivo. Il vero mistero e’ come mai questo gene si sia perso in
molte persone, quelle a cui i cavoletti di Bruxelles piacciono”.

Matteo Clerici

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