La rinaturazione del Po: ora si può
21 Febbraio 2008
Con la Gazzetta Ufficiale n° 28 (serie generale) del 2 febbraio scorso è stata approvata la Direttiva per la definizione degli interventi di rinaturazione dell’Autorità di
bacino del fiume Po, si tratta di un atto importante che ha alla base il «patto sui fiumi» stipulato dal WWF Italia, Giovani Imprenditori di Confindustria e Coldiretti Lombardia nel
2001.
Le tre diverse organizzazioni hanno lavorato insieme per produrre una proposta che fu presentata in un affollato Convegno a Piacenza il 13 dicembre 2002.
Da allora ci si è adoperati affinchè l’Autorità redigesse una proposta definitiva e la portasse ad approvazione. L’Autorità di bacino ha adottato la Direttiva il 5
aprile 2006 (www.adbpo.it) e solo qualche giorno fa, finalmente, la direttiva è entrata in vigore con la pubblicazione della sua approvazione nella gazzetta Ufficiale.
Sono così esplicitati i criteri per riattivare lanche, riforestare le fasce fluviali del Po, ridurre l’artificialità del fiume anche attraverso la rimozione di difese spondali
obsolete, realizzare interventi per la conservazione di specie ed habitat prioritari ma anche interventi per il controllo di specie aliene.
Il Piano di assetto idrogeologico del Po si dota quindi di uno strumento operativo importantissimo ed innovativo che dovrebbe consentire di ridurre il rischio alluvionale in genere attraverso
il ripristino degli equilibri idrogeologici ed ambientali.
Vi sono già molte possibilità di interventi lungo l’asta del Po come alla confluenza del Ticino in comune di Travacò Siccomario, o a Casalmaggiore piuttosto che nel tratto
golenale del Po mantovano dove nel 2003 il WWF ha presentato una proposta per il recupero di una decina di lanche.
Ora c’è solo bisogno di una forte volontà politica che consenta la riqualificazione fluviale del Po e la sua messa in sicurezza.




