Il progetto della via Postumia in commissione Territorio
20 Febbraio 2008
Cremona – Presentazione con polemica, di fronte alla commissione Territorio del consiglio provinciale presieduta da Massimiliano Sciaraffa, per il progetto di allargamento del
tratto della strada provinciale Postumia fra i comuni di Derovere e Ca’ d’Andrea.
Il tratto interessato è lungo circa 5 chilometri e la carreggiata attuale è larga 4,30 metri. Una strada non moltissimo trafficata, ma ad alta incidentalità a causa delle
sue dimensioni e del numero di mezzi pesanti, anche agricoli, che la percorrono anche per raggiungere l’insediamento del Consorzio agrario provinciale.
Il progetto prevede l’allargamento del tratto a cinque metri della carreggiata di scorrimento, oltre a un metro e mezzo di banchina inghiaiata ma già predisposta, nel sottofondo, per una
futura asfaltatura. Ciò adeguerà la strada alle norme previste per la classificazione di cui fa parte, incrementando la sicurezza, ulteriormente garantita dal rifacimento del
guard rail sul lato del canale Delmona.
L’assessore alle Infrastrutture Fiorella Lazzari ha ripercorso il lungo iter dell’opera, che ha portato finalmente al reperimento dei fondi necessari, due milioni e mezzo di euro, e alla firma
di un accordo con i due Comuni interessati. Nei prossimi mesi verrà bandita la gara per la realizzazione.
Erano presenti i sindaci di Derovere, Terenzio Neva, e di Ca’ d’Andrea, Franco Potabili. Ed è stato quest’ultimo a sottolineare, a nome di entrambi, come la realizzazione dell’intervento
sulla Postumia sia un buon passo avanti per le due comunità, ed ha chiesto che resti viva l’attenzione dell’amministrazione provinciale verso il completamento futuro attraverso
l’asfaltatura delle banchine.
Di parere opposto il consigliere provinciale Giampaolo Dusi (Prc), che si è scagliato contro il progetto, sostenendo che la strada resterà insicura in quanto i cinque metri di
carreggiata non consentiranno di realizzare due corsie di marcia. Dusi ha polemizzato con l’amministrazione e anche con i sindaci, accusati di avere cambiato idea e di avere accettato una sorta
di ricatto. Ha infine proposto di modificare il progetto, accorciando l’intervento nella parte finale, in territorio di Ca’ d’Andrea, di circa 200 metri considerati inutili e utilizzando le
risorse risparmiate per allargare la sede stradale.
A Dusi ha risposto per primo il consigliere Sandro Gugliermetto (Partito democratico), secondo il quale non è vero che, come aveva affermato Dusi, la commissione si era schierata per un
allargamento a sei metri: «Ora c’è il progetto – ha detto – ci sono finalmente i soldi e c’è l’accordo con i Comuni. Che altro serve?».
Poi anche Pierluigi Tamagni: «Occorre ragionare guardando a tutto il territorio. E se lo facciamo vediamo che la metà delle strade provinciali sono strette. Sulla Postumia sono
veri l’incidentalità, le dimensioni, la sede del Consorzio, ma altrettanto da considerare è il flusso di traffico. Dusi venga a vedere la Bergamina, ex statale, in che condizioni
è, e con un traffico cinquecento volte superiore! Posiamo convenire che l’intervento che andiamo a fare non è l’ottimale, ma è quello possibile, è adeguato e
c’è l’accordo con i Comuni».
Andrea Ladina (Verdi) ha rilanciato chiedendo se non sia possibile dividere l’intervento per stralci, realizzando con le risorse a disposizione un primo stralcio di larghezza maggiore.
Alle obiezioni ha risposto l’assessore Lazzari. Sono i progettisti e i tecnici, ha esordito, che dovranno stabilire se la strada è sicura e adeguata alle norme: noi non siamo ingegneri.
Il progetto è naturalmente criticabile, ma per essere concreti bisogna tener conto delle risorse a disposizione, che non c’erano solo un anno fa, e che si è fatta una gran fatica,
anche personale, per reperirle. Quel che è certo, ha detto, è che si tratta di un intervento che non può essere accorciato né in testa né in coda, e che non
si può realizzare a metà per non creare un imbuto ancor più pericoloso. Il tratto di inizio, in territorio di Derovere, è quello più stretto, e quello finale
deve tener conto del ponte che porta a Ca’ d’Andrea. Ecco perché si è pensato al progetto di cinque chilometri e non a uno di quattro o di due. E non si tratta di una pezza, ha
concluso l’assessore, perché intanto consente l’incrocio di mezzi, anche grandi, in sicurezza, e in secondo luogo è già predisposto per l’asfaltatura completa in
futuro.
Il consigliere Dusi ha fatto verbalizzare il suo disaccordo.
La realizzazione andrà avanti secondo il progetto approvato anche dai Comuni di Derovere e Ca’ d’Andrea.





