La pasta contro la fame. PastaTrend e Cefa per i poveri del Sudan

La pasta contro la fame. PastaTrend e Cefa per i poveri del Sudan

La pasta non è solo buona da mangiare: è anche un utile mezzo a favore dello sviluppo e contro la povertà dei Paesi poveri.

Questo il messaggio di “Solidarietà 2015- Dal seme al cibo”, progetto di PastaTrend 2011 e Cefa Onlus presentato a Shaghai durante l’Expo internazionale.

Come spiega Luciano Sita, consigliere d’amministrazione Cefa, le regole del progetto sono semplici: le aziende dell’alimentare sono chiamate a lavorare in squadra con Cefa per aiutare il Sudan.
Coloro che parteciperanno verranno portate come esempio all’Expo 2015 di Milano, incentrato su temi come Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita.

In questo modo, tutti i soggetti coinvolti riceveranno dei vantaggi. Gli abitanti del Sudan otterranno non solo finanziamenti economici a breve termine ma anche conoscenze su come fabbricare il
cibo. Le industrie coinvolte, da parte loro, otterranno visibilità internazionale positiva.

Il tutto questo entra in gioco, ovviamente la pasta, che rivestirà il ruolo di primo elemento antifame.

Aggiunge Sita: “Quest’alimento possiede un alto valore nutrizionale, è poco costoso, facile da trasportare, da conservare e cucinare. Dunque, è indicato proprio per essere
esportato in tutte quelle aree del nostro pianeta in cui l’incubo della fame uccide ogni giorno”.

L’azione della pasta contro le carenze alimentari dei Paesi poveri ben si abbina alla buone notizie per il mangiare italiano.

Come annuncia in anteprima pastaTrend, l’UNESCO ha inserito la dieta mediterranea nel Patrimonio immateriale dell’umanità, lista che raccoglie i Saperi mondiali da proteggere e
diffondere.

Tra i tanti, particolare soddisfazione è stata espressa da Paolo De Castro, presidente UE Commissione Agricoltura e Sviluppo rurale, tra i primi sostenitori dell’alimentare nostrana, fin
dell’anteprima di PastaTrend, in programma a Bologna dal 2 al 5 aprile 2011.

Commenta De Castro: “Siamo arrivati alla fine di un lungo e complesso percorso. Il dossier, presentato con la collega spagnola Elena Espinosa e il sostegno di Grecia e Marocco, ha dimostrato
scientificamente che la dieta mediterranea contribuisce alla prevenzione di molte patologie cardiovascolari”.

Adesso “Toccherà proprio alla Commissione che presiedo trovare il modo di regolare la dieta e darle massima divulgazione. Il sistema produttivo deve prevedere di sviluppare un utilizzo
di questo riconoscimento anche per finalità commerciali”.

Matteo Clerici

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