La musica salva il cuore

By Redazione

La musica può essere un salvavita, letteralmente. Durante la rianimazione cardiopolmonare (RCP) manuale, ascoltare il brano giusto aiuta a mantenere il ritmo e la compressione ottimale
raccomandate.

Questa è la tesi di una ricerca dell’Università di Birmingham, Coventry ed Hertfordshire, diretta dal professor Malcom Wollard e pubblicata dal “British Medical Journal” (BMJ).

La squadra del professor Wollard ha reclutato 130 volontari, tra studenti di medicina ed impiegati della Coventry University. A tali soggetti è stato chiesto di eseguire per tre volte la
RCP, al tempo scandito da un metronomo. La prima volta, le cavie hanno operato “in silenzio”; la seconda volta, sono state accompagnate da “Nellie the Elephant” (1956, di Ralph Butler e Peter
Hart); infine, l’operazione è stata praticata al suono di “That’s the Way (I Like It)” (KC & The Sunshine Band).

Analizzando i risultati, i ricercatori hanno notato come la canzone più utile era stata “Nellie the Elephant” che, con i suoi 105 battiti al minuto, si avvicina alle 100 compressioni al
minuto raccomandate nelle linee-guida del UK Resuscitation Council.

Ma il legame diretto tra musica e difesa del cuore non un’esclusiva dei ricercatori britannici.

Una precedente ricerca, opera dell’americana University of Illinois, aveva dimostrato come il brano giusto rendesse più sicura la RCP. Secondo gli esperti USA, il miglior ritmo è
quello di “Stayin’ Alive” (1977, Bee Gees), con i suoi 103 battiti al minuto.

LINK alla ricerca

LINK a “Nellie the Elephant”

LINK a “Stayin’ Alive”

Matteo Clerici

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