La femminilità del riso

 

Bello il riso di una donna: come quando vede la prima
volta il figlio appena nato, ed è un sorriso,
come quando trova il consenso per il suo nuovo piatto
in tavola, come quando incontra l’amore atteso, senza angoscia o premura.
Sorrisi di donna; che sono risi, anzi il RISO.
Il riso delle donne speculare e non antitetico al suo quasi “anagramma”.
LE DONNE DEL RISO.
Perché da sempre, c’è una natura femminile del RISO:
sarà forse per tutte quelle parole che finiscono in A.
Pensate: il riso ha un nome scientifico tutto al femminile: orizA sativA,
le qualità da noi più diffuse sono la japonicA e la indacA.
Il riso è un prodotto tipico della pianurA padanA, importantissima
la tostaturA e la cotturA.
Nasce prevalentemente in LomellinA
e nei territori di PaviA, MortarA, MantovA, VeronA.
Perché allora parlare di un riso al maschile?
Forse perchè da secoli coevo di cose maschili come il vino e l’olio di oliva?
La donna, la cifra femminile è stata invece, sempre l’espressione del RISO.
Un tempo le donne del riso erano le mondine, ma allora il riso era…amaro.

E poi c’e’ quel mistero, quasi femmineo, che segna la sua vita : il riso nasce nell’equinozio di primavera e si raccoglie in quello di autunno.

Attilio Scotti

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