Dall'assemblea di Vercelli un appello per salvaguardare la risicoltura

E’ stato un confronto a tutto campo con la politica il filo rosso che ha unito i vari momenti dell’assemblea di Confagricoltura Vercelli e Biella, svoltasi nel Castello di Quinto Vercellese,
venerdì 9 maggio, dopo gli adempimenti statutari, con l’approvazione dei bilanci e la nomina dei revisori dei conti, la relazione del presidente Quirino Barone ha evidenziato le attese
dei produttori agricoli nei confronti del mondo politico.

Insieme a numerose autorità locali, erano presenti i neoeletti parlamentari vercellesi Roberto Rosso, Lorenzo Piccioni e Luigi Bobba, l’assessore regionale all’Agricoltura Mino Taricco,
il consigliere regionale Alessandro Bizjak, gli assessori provinciali Massimo Camandona e Marco Pasteris. Molti i punti che il presidente Barone ha toccato, a partire dall’eccessivo carico
burocratico che grava sulle imprese agricole, per giungere alle problematiche del riso e dell’utilizzo delle risorse idriche. Inevitabili, poi, i riferimenti al nuovo Programma di sviluppo
rurale, con le opportunità di investimento che i recenti bandi mettono a disposizione delle aziende agricole, alle misure agroambientali, alla lotta alle zanzare e al funzionamento
dell’organismo pagatore regionale (Arpea), aspetti sui quali si sono appuntate le critiche di Barone.

Direttamente chiamato in causa, l’assessore regionale Taricco ha chiarito il quadro all’interno del quale si è sviluppato il percorso del Psr che, ideato con una determinata
impostazione, ha dovuto poi sottostare alle imposizioni dell’Unione Europea, pena la perdita dei finanziamenti. Ha concluso i lavori Mario Guidi, componente della Giunta esecutiva di
Confagricoltura. Nonostante le quotazioni record, a giudizio di Guidi, si rischia che in Italia la produzione di riso non aumenti, anzi diminuisca, per effetto delle decisioni di Bruxelles in
occasione della verifica dello stato di salute della Pac. «E’ evidente – ha spiegato – che la riduzione dei pagamenti a causa della modulazione, della eventuale regionalizzazione e del
disaccoppiamento, ridurrà fortemente la convenienza a produrre riso. Confagricoltura sostiene invece la necessità di un pagamento specifico ad ettaro per salvaguardare la
risicoltura nelle zone di produzione tradizionali come il Vercellese».

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