La dieta mediterranea piace anche allo Zio Sam
27 Maggio 2015
Anche gli americani cultori della dieta mediterranea
STILE DI VITA CON UNA CORRETTA E SANA ALIMENTAZIONE
Giovanni Mercadante
Il convegno tenuto sabato sera 23 maggio 2015 nell’antica chiesa di S. Domenico ad Altamura (Bari) da parte di tre medici locali ha tenuto a focalizzare molti punti su una corretta e sana alimentazione grazie anche alla collaborazione del Consorzio Panificatori di Altamura/C.P.A., del Panificio Biscò e del Gruppo Dimarno.

Davanti ad un numeroso pubblico, moderatrice la giornalista Annamaria Colonna, ha introdotto il Dr. Pietro Scalera, medico di famiglia e referente della scuola italiana di medicina di prevenzione e di stile di vita, il quale ha esordito dicendo che l’alimentazione nei secoli ha notevolmente contribuito all’evoluzione dell’uomo nel suo “assest” attuale. Gli esempi di immagini della Roma antica, di Pompei dimostrano che l’alimentazione è stata sempre al centro della vita di ogni tempo. La società umana in tempi molto più recenti, dell’800-900, ci fanno notare corpi più asciutti. Se invece si considerano gli ultimi 50-60 anni, è stata invece rilevata un’accelerazione sul disordine alimentare e i fast-food americani ne sono una causa primaria dell’obesità.
Gli alimenti ad alto contenuto di grassi e zuccheri hanno fatto perdere il concetto delle porzioni e a tavola non si lascia niente. Inoltre, la società è stata impigrita dal computer e dalle altre numerose attività telematiche che hanno peggiorato il nostro comportamento. Gli americani si sono resi conto che l’alta percentuale di obesità che caratterizza la loro popolazione è dovuta appunto alla cattiva alimentazione, detto in breve non rispettano una dieta equilibrata. Un’immagine del David di Michelangelo, simbolo della bellezza fisica italiana, è assolutamente in contrasto con quella americana che la si vedrebbe panciuta e flaccida. E’ sotto la spinta di queste considerazioni che gli americani hanno preso coscienza e sono intenzionati a migliorare l’alimentazione e a non mangiare in eccesso. Sono state indicate delle linee guida con le necessarie raccomandazioni anche attraverso l’organizzazione mondiale della sanità/O.M.S. che corre in aiuto di questo fenomeno. Le malattie collegate alla cattiva alimentazione comportano ovviamente notevoli dispendi di risorse economiche nell’ospedalizzazione dialisi, trapianti di fegato, di cuore. L’altra riflessione, ha continuato il dr. Scalera, è di stare attenti a ciò che si produce, a come si produce e a come ci si nutre. L’educazione alimentare, in primis attraverso la scuola, è senz’altro un primo deterrente ad orientarsi verso un stile di vita più corretto. Le sostanze nutritive come gli zuccheri, le proteine, le vitamine, l’acqua, i sali minerali sono importanti per il corpo, ma tutte vanno dosate senza eccedere. Lo scorbuto, malattia causata dalla mancanza di vitamina C (frutta e verdura), era una patologia molto diffusa in passato. Il pane di Altamura non molto tempo fa era caratterizzato da un dosaggio di sale leggermente elevato rispetto alla norma. Oggi i panificatori hanno calibrato la dosatura. Inoltre, la carne rossa, la nota bistecca fiorentina, dev’essere altrettanto moderata. Perciò meno carne rossa e più carne bianca e legumi. Il pesce abbatte il colesterolo.

Il dr. Giosafatte Pallotta, Responsabile del Reparto di Nefrologia dell’ospedale di Altamura, si è invece soffermato sulle malattie renali, sul cattivo funzionamento dei reni, sul loro trattamento fino al trapianto. Anche dal canto suo è stato ribadito che una corretta alimentazione può evitare l’insufficienza renale. Le malattie cardiovascolari sono causa di mortalità. Bisogna mangiare ciò che il corpo riesce a smaltire senza eccedere. Il trattamento terapeutico per i pazienti affetti da problemi cardiovascolari sono più mirati per non stuzzicare altre patologie. Il colesterolo basso è causa di morte alla pari di quello elevato. Per sdrammatizzare il fenomeno, il dr. Pallotta ha fatto riferimento ad una massima: ”Le nostre viti non sono nelle mani degli dei, ma in quelle dei nostri cuochi”.

Il dr. Loreto Gesualdo, professore di Nefrologia, con un lungo e corposo curricula nel settore, vanta esperienze negli Stati Uniti, vincitore di premi, borse di studio e finanziamenti a progetti, nonché contitolare di brevetti. Egli si è soffermato sulla “microbiota intestinale”, ovvero sul benessere intestinale. In parole povere esso risulta un sensore per giudicare il ristorante il giorno dopo. La microbiota è un insieme di microorganismi che si trovano nel colon, cioè nel tubo digerente dell’uomo. Questo termine sostituisce definitivamente l’obsleto paradigma di flora intestinale.
La dotta dissertazione scientifica del prof. Gesualdo, sostenuta da esempi semplici e piacevoli, ha catalizzato l’attenzione del pubblico che lo ha seguito con vivo interesse. E’ stato detto che ogni individuo possiede il proprio microbiota. Il latte materno è il microbiota che dura per la tutta la vita con funzione protettiva e strutturale. Le feci umane sono composte in gran parte da batteri intestinali e nei casi di disordine del microbiota, cioè di “disbiosi”, sono praticati con grande percentuale di successo i trapianti di feci soprattutto negli obesi, anche se fa un po’ senso questo accostamento. Gli antibiotici sono elementi che fanno “arrabbiare” il microbiota, causando difficoltà gastro-intestinali. Insomma, una corretta e sana alimentazione ci conduce ad un buon stile di vita. Se lo stomaco sta bene, anche la testa potrà pensare e agire bene. L’obiettivo ora è la cultura alimentare in linea con la manifestazione mondiale dell’EXPO di Milano di come nutrire il mondo.
Giovanni Mercadante
Newsfood.com
Le immagini sono di: FOTO STUDIO DISABATO





