La dieta alternata: mangiare-non mangiare per stare meglio
20 Novembre 2009
Molti nutrizionisti considerano le diete yo-yo (quelle ciòè basate sul ritmo abbuffata-digiuno) nutili, se non dannose, per la salute.
Ma esistono anche opinioni contrarie, che vedono una dieta di tale tipo in maniera positiva.
Questo (ad esempio) è il parere di uno studio dell’Università dell’Illinois, diretto dalla dottoressa Krista Varady e pubblicato dal “American Journal of Clinical Nutrition”.
La squadra della dottoressa Varady ha lavorato con 16 volontari, 12 uomini e 4 donne, tutti di almeno 95 kg di peso, sottoponendoli a regime alternato.
Durante le prime due settimane, cioè, essi erano liberi di mangiare a piacimento. Dalla 3° alla 6° settimana, veniva alternato un giorno di alimentazione normale a un giorno di
quasi digiuno, in cui gli individui dovevano consumare durante l’intero arco della giornata l’equivalente di un pasto completo di 3 portate, e pari a circa il 20-25% del fabbisogno energetico
quotidiano. Durante le 4 settimane finali, tornava la dieta uguale per tutti ma decisa da un nutrizionista.
Alla fine dell’osservazione, i soggetti avevano perso dai 4 ai 15 chili, diminuendo anche la pressione sanguigna ed i livelli di colesterolo nel sangue.
Soddisfatta la Varady, che spiega: “Questo tipo di dieta è diffusa da circa 20 anni ma i suoi effetti sulla perdita di peso effettiva non sono mai stati studiati a fondo. sono necessarie
almeno due settimane per adattarsi alla dieta, al termine delle quali i soggetti non sentono più la fame durante i giorni di digiuno”.
Ora la dottoressa ed i suoi collaboratori esamineranno gli effetti a lungo termine di tale particolare alimentazione.
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Matteo Clerici





