La Commissione propone un mercato unico europeo delle telecomunicazioni

Bruxelles, 13 Novembre 2007 – La Commissione ha adottato oggi le proposte di riforma delle norme UE in materia di telecomunicazioni, con la riforma la Commissione vuole consentire ai
cittadini europei, ovunque si trovino e ovunque viaggino nell’UE, di beneficiare di servizi di comunicazione di migliore qualità e a prezzi più accessibili, sia per la telefonia
mobile che per il collegamento veloce a Internet a banda larga che per la televisione via cavo.

Per conseguire questo obiettivo, la Commissione propone di rafforzare i diritti dei consumatori, di ampliarne le possibilità di scelta, rafforzando la concorrenza tra gli operatori di
telecomunicazioni, di promuovere gli investimenti in nuove infrastrutture di comunicazione, in particolare liberando lo spettro radio per servizi senza filo a banda larga, e di rendere
più affidabili e più sicure le reti di comunicazione, in particolare per quanto riguarda i virus e gli altri attacchi informatici. Una nuova Autorità europea del mercato
delle telecomunicazioni assisterà la Commissione e le autorità nazionali di regolamentazione delle telecomunicazioni nell’assicurare l’applicazione uniforme, indipendente e senza
protezionismi delle regole del mercato e delle norme di tutela dei consumatori in tutti e 27 gli Stati membri dell’UE. Perché abbiano valore di legge, le proposte della Commissione
devono essere approvate dal Parlamento europeo e dal Consiglio dei Ministri dell’UE.
«A partire da oggi il mercato unico senza frontiere per gli operatori europei di telecomunicazioni e per i consumatori cessa di essere un mero sogno», ha dichiarato José
Manuel Barroso, presidente della Commissione europea. «Le telecomunicazioni sono un settore in cui il mercato unico europeo può contribuire a conseguire risultati molto concreti
per tutti i cittadini, in termini di maggior scelta e di prezzi più bassi, sia per la telefona mobile che per il collegamento a Internet a banda larga. Allo stesso tempo, un mercato
unico di 500 milioni di consumatori offre nuove possibilità agli operatori di telecomunicazioni, a condizione che l’Europa contribuisca ad assicurare una concorrenza effettiva e
l’uniformità delle regole del gioco. È per questa ragione che abbiamo deciso di agire oggi. Una regolamentazione più europea è particolarmente giustificata nel
settore delle telecomunicazioni. Dopo tutto, le onde radio non si arrestano ai confini, e il protocollo Internet non ha nazionalità.»

Viviane Reding, commissaria europea responsabile delle telecomunicazioni, ha dichiarato: «Le proposte di riforma delle telecomunicazioni presentate oggi mettono in primo piano i cittadini
europei. Finora l’Europa ha realizzato importanti progressi aprendo i mercati delle telecomunicazioni a nuovi operatori e assicurando in modo progressivo una maggiore concorrenza. Tuttavia, gli
operatori di telecomunicazioni dominanti, spesso ancora protetti dai governi nazionali, continuano a controllare segmenti di mercato determinanti, soprattutto per quanto riguarda la banda
larga, il che limita la libertà di scelta dei consumatori. II 10% dei cittadini dell’UE continua a non disporre di accesso alla banda larga. Per guidare l’economia digitale europea sulla
strada giusta sono perciò necessari nuovi diritti dei consumatori, una nuova dose di concorrenza, un sistema efficace di autorità di regolamentazione indipendenti del mercato
delle telecomunicazioni, nuovi investimenti in infrastrutture competitive e più spazio per i nuovi servizi senza filo.»

Il «pacchetto di riforme delle telecomunicazioni» presentato oggi dalla Commissione al Parlamento europeo a Strasburgo cambierà le norme UE del 2002 in materia di
telecomunicazioni. Esso dovrebbe diventare legge entro la fine del 2009. Le sue principali caratteristiche sono le seguenti:

● nuovi diritti per i consumatori, ad esempio il diritto di cambiare operatore di telecomunicazioni in 1 giorno, il diritto a informazioni
tariffarie trasparenti e confrontabili, la possibilità di chiamare numeri gratuiti dall’estero e maggiore efficienza del numero unico europeo di emergenza (112);
● una più ampia scelta per i consumatori grazie ad una maggiore concorrenza, in particolare offrendo alle autorità nazionali di
regolamentazione il nuovo rimedio della separazione funzionale degli operatori di telecomunicazioni dominanti;
● una maggiore sicurezza nell’uso delle reti di comunicazione, in particolare grazie a nuovi strumenti di lotta contro gli spam, i virus e altri
attacchi informatici;
● un «New Deal» dello spettro radio, la spina dorsale dei servizi di comunicazione senza filo, per incoraggiare gli investimenti in
nuove infrastrutture e assicurare «l’accesso alla banda larga per tutti». Nelle zone rurali dell’UE in media solo il 72% della popolazione ha accesso alla banda larga. La
Commissione intende ridurre questa «frattura digitale» mediante una migliore gestione dello spettro radio e rendendo disponibile lo spettro per servizi senza filo a banda larga
nelle regioni in cui la costruzione di una nuova infrastruttura in fibra ottica sarebbe troppo costosa. La migrazione dalla televisione analogica alla televisione digitale libererà una
parte consistente dello spettro radio (il cosiddetto «dividendo digitale») che può essere utilizzato a questo scopo;
● una migliore regolamentazione del settore delle telecomunicazioni mediante la liberalizzazione dei mercati la cui l’apertura, realizzata sotto
l’impulso dell’UE, ha già permesso di instaurare la concorrenza (cfr. IP/07/1678). Ciò permetterà alla Commissione e alle autorità nazionali di regolamentazione di
concentrarsi sui principali ostacoli, quale ad esempio il mercato della banda larga;
● controllori più indipendenti per garantire una regolamentazione equa nell’interesse dei consumatori. Troppo spesso le autorità
di regolamentazione del settore delle telecomunicazioni conservano stretti legami con l’operatore dominante che, in molti paesi, appartiene in parte al governo nazionale. La riforma UE delle
telecomunicazioni mira a rafforzare l’indipendenza dei controllori nazionali delle telecomunicazioni sia dagli operatori che dai governi.

Per attuare in modo rapido ed efficace la riforma, la Commissione propone di creare un’Autorità europea del mercato delle telecomunicazioni con il compito di assicurare che i servizi di
comunicazione importanti (quali l’accesso Internet a banda larga, il roaming dei dati, la telefonia mobile a bordo degli aerei e delle navi e i servizi transfrontalieri per le imprese) siano
disciplinati in maniera più uniforme nei 27 Stati membri. L’Autorità europea del mercato delle telecomunicazioni combinerà in modo più efficace le funzioni di due
organismi esistenti: il Gruppo dei regolatori europei (ERG) e l’Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell’informazione (ENISA).

«Il regolamento UE sul roaming, adottato l’estate scorsa, ci ha permesso di trattare uno dei sintomi più visibili per i consumatori della mancanza di un mercato europeo unico delle
telecomunicazioni», ha dichiarato la commissaria Reding (cfr. IP/07/1445). «Con le proposte di riforma presentate oggi, la Commissione va al cuore del problema: la frammentazione
del mercato UE delle telecomunicazioni, che priva i consumatori europei dei vantaggi della concorrenza transfrontaliera in questo settore. È questa situazione

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