La colonna del diavolo, il portale dell’inferno 

 La colonna del diavolo, il portale dell’inferno 

By Giuseppe

A pochi metri dalla Basilica di Sant’Ambrogio, una colonna in pietra mozzata ha due fori ben visibili: secondo la leggenda, a causarli furono  le corna di Lucifero nella lotta con Sant’Ambrogio

 

Così la leggenda è deliziosamente narrata nei Libri Vetusti della Basilica Ambrosiana.

 

Milano, 25 novembre 2025

 La colonna del diavolo, il portale dell’inferno

A cura di ASSOEDILIZIA informa

I luoghi di Milano tra storia, leggenda e attualità

di Ben Sicchiero

 LA COLONNA DEL DIAVOLO, IL PORTALE DELL’INFERNO 

di Ben Sicchiero

A pochi metri dalla Basilica di Sant’Ambrogio, nell’omonima piazza, una colonna in pietra mozzata ha due fori ben visibili: secondo la leggenda, a causarli furono  le corna di Lucifero che nella lotta con Sant’Ambrogio, nel tentativo di trafiggerlo, vi rimase incastrato. C’è chi dice che avvicinandosi ai buchi, si possa sentire il richiamo dell’inferno.

La colonna del diavolo

Storicamente, si tratta di una colonna romana di epoca imperiale (III secolo), in marmo cipollino, con un capitello corinzio che faceva parte del palazzo imperiale di Massimiano, quando Mediolanum era capitale dell’Impero d’Occidente. Durante il Sacro Romano Impero, la colonna aveva un ruolo simbolico: alcuni racconti dicono che gli imperatori incoronati dovevano abbracciarla come rituale di buon auspicio.  

Così la leggenda è deliziosamente narrata nei Libri Vetusti della Basilica Ambrosiana.

In quel tempo remoto in cui Milano era cinta da mura severe e la notte avanzava greve sulla città, accadde un fatto che ancor oggi gli anziani ricordano sussurrando. Era l’epoca del venerabile Ambrogio, pastore del popolo e difensore dei giusti, uomo di sapienza e di fuoco spirituale.

Si racconta che una sera egli stesse vegliando nei pressi della basilica, quando un vento oscuro cominciò a soffiare dalla piazza. Le ombre si fecero più fitte, e un odore di zolfo s’alzò dalla terra. Allora apparve l’Avversario, colui che porta perdizione e caos, avvolto da fumo e fiamme invisibili all’occhio del semplice mortale.

Il Demonio, assetato d’anime, si scagliò contro il santo con furia tremenda, sperando di infrangere la sua fede. Ma Ambrogio levò lo sguardo al cielo e, confidando nel Signore, si scostò con la prontezza che dona lo Spirito.

Il Maligno, ingannato dalla sua collera, si avventò contro una colonna marmorea che s’ergeva a guardia della chiesa. Con tale violenza vi piantò le corna, che il marmo stesso, pur freddo e antico, ne rimase ferito per sempre. Si dibatté, urlò, graffiò la notte con suoni che non appartengono a questa terra; infine, liberatosi con pena, venne sospinto nei profondi abissi da cui era sorto.

Ma i fori rimasti nella pietra non si richiusero mai, ché tale era la forza dell’urto infernale. E narra la tradizione che da quelle ferite del mondo terreno soffi ancora oggi un fiato caldo, come il respiro di chi arde in eterno. Taluni, avvicinando l’orecchio, affermano d’udire l’eco di voci sommesse: forse lamenti, forse tentazioni.

Nella tradizione popolare, che sta scomparendo,  si racconta che, dopo essere precipitato nei profondi abissi, il Diavolo non abbia mai smesso di tentare la fuga.

Si avvicina alla colonna come se fosse un vecchio portale malfunzionante, scivoloso e capriccioso: ogni tanto emerge, solo per essere risucchiato di nuovo nei vortici del suo regno.

C’è chi giura di averlo intravisto in mezzo alla nebbia, una figura nera appoggiata alla colonna, con lo sguardo di chi brama vendetta.
Ma appena ci si avvicina… puff, sparisce.
Come sabbia nel vento.

La Colonna del Diavolo è raggiungibile con: Metropolitana: linea M2 (verde) o M4 (blu) fermata Sant’Ambrogio Autobus: linee 50, 58, 94   Tram: linee 2, 19, 16  

 

 

 

Vedi altri articoli “I luoghi di Milano di Ben Sicchiero”(Clicca qui)

 

© Riproduzione Riservata

Copyright Benito Sicchiero

Newsfood.com

Nutrimento & nutriMENTE

 

 

Condividi su:

VISITA LO SHOP ONLINE DI NEWSFOOD