La Cia Umbria sulla vertenza del Consorzio di bonifica Tevere-Nera
20 Maggio 2008
La Cia Umbria rompe il proprio silenzio tenuto negli ultimi mesi sulla vertenza in atto nel Consorzio di bonifica Tevere-Nera, per esprimere forte preoccupazione sulla gestione complessiva
dello stesso.
Secondo la Cia regionale, infatti, il Consorzio di bonifica è un ente di importanza fondamentale per la sicurezza idrogeologica e lo sviluppo socio economico del territorio ternano.
Questa affermazione è agli antipodi con l’azione prima di contestazione e ora di governo portata avanti nel corso degli anni dal «Comitato per l’abolizione della tassa del
Consorzio Tevere Nera» che governa, di fatto da solo, dallo scorso giugno l’ente
In particolare, la Cia Umbria denuncia i gravi danni che stanno subendo e potrebbero subire gli agricoltori se il «servizio di irrigazione» venisse travolto dalla crisi economica e
finanziaria che attanaglia il Consorzio da quando è stato assunto il provvedimento n. 92 dell’11 marzo 2008 con il quale è stata revocata la contribuzione irrigua per il 2007 e
fissato i criteri di riparto delle spese per il servizio di irrigazione del 2008.
Con questa scelta amministrativa operata dal presidente e da due degli otto consiglieri di fatto si rinuncia ad avere risorse fondamentali per il funzionamento delle attività
istituzionali fondamentali: irrigazione, difesa idrogeologica e quindi sicurezza idraulica del territorio.
I tre consiglieri di fatto hanno accettato e adottato le tesi politiche del Comitato abrogazionista che ha sostenuto e sostiene che la tassa pagata dagli utenti dell’urbano limitatamente alla
contribuzione idraulica è ingiustificata, in quanto non esiste per molti di essi il beneficio fondiario diretto e iniqua nei confronti dei cittadini di territori, come Perugia, in cui
non sono operativi i Consorzi di bonifica.
In alternativa gli stessi invocano l’opzione di trasferire i costi della difesa a carico della «fiscalità generale» e di assegnare le competenze attuali del Consorzio alla
Provincia.
Di questi aspetti è stato chiamato a discutere anche il Consiglio Provinciale il quale ha votato un ordine del giorno che di fatto invita la Regione a rivedere la Legge regionale n. 30
del 2004.
A giudizio della Cia Umbria questo sarebbe un grave errore in quanto si trasferirebbe su tutti i cittadini il costo del servizio idraulico e quindi tutti pagherebbero in modo uguale quando
invece i «Piani Stralcio di Bonifica previsti dalla Legge nazionale 192/89» dimostrano che il beneficio è variabile da territorio a territorio, da comune a comune e
nell’ambito di ciascun comune in quanto legati alla variabilità del rischio idraulico.
Inoltre ci permettiamo di evidenziare che di fronte ad una pressione fiscale che incide in media per il 43% del reddito dei cittadini la tassa che viene pagata dagli utenti dei consorzi di
bonifica abbia un incidenza del tutto irrilevante.
Per questi motivi chiediamo alla Regione d’impegnare il Consorzio Tevere Nera ad adottare un nuovo «Piano di Bonifica e Classifica» che sia realmente in grado di determinare i reali
beneficiari della difesa idraulica e ad assicurare l’opera di gestione degli impianti irrigui con l’obbiettivo di garantire la maggiore efficienza ed efficacia a favore degli agricoltori che
utilizzano gli impianti pubblici.
La Cia Umbria crede ed auspica perciò che la Regione, la Provincia di Terni e i Comuni in cui opera il Consorzio Tevere Nera debbano trovare le soluzioni adeguate ed eque per mantenere
in attività un consorzio che svolge servizi importanti per il territorio e per l’ agricoltura.
La Cia regionale, pertanto, chiede che vengano attuate tutte le politiche di gestione e tariffarie atte a consentire un risparmio della risorsa idrica ed un uso più attento della stessa.
Inoltre, nell’ambito della razionalizzazione dell’uso della risorsa idrica l’amministrazione consortile si deve dare l’obbiettivo di verificare la possibilità di trasformare gli impianti
di irrigazione a scorrimento in impianti di irrigazione a pioggia e di verificare, d’intesa con l’ Ato ed il Gestore Unico – Servizio idrico integrato, la possibilità di realizzare reti
duali nelle periferie cittadine e nelle aree industriali per alimentare utenze non agricole e fornire acqua per usi civili domestici o produttivi.
Ai Comuni, in particolare, la Cia Umbria chiede di vigilare al fine di assicurare che il servizio di Sicurezza Idraulica del Territorio sia svolto in modo efficace ed efficiente e quindi
proseguano le opere di adeguamento e di messa in sicurezza della rete idraulica (fiumi, torrenti, canali) del comprensorio di bonifica al fine rimuovere le situazioni di rischio evidenziate dal
Piano di assetto idrogeologico ed aggiornate con le nuove mappe di allagabilità.
La Cia regionale, altresì, ritenie che la manutenzione ordinaria e straordinaria dei corsi d’acqua sia un aspetto tra i più qualificanti ed importanti dell’azione del consorzio
del Tevere Nera.
La manutenzione ordinaria dei corsi d’acqua richiede, infatti, la massima attenzione ed al riguardo andrebbe aperto un tavolo tra, Regione, Provincia e Comuni, per garantire un flusso costante
di risorse dedicate per consentire una programmazione pluriennale adeguata.
Tra gli stessi enti dovrebbe essere chiarito definitivamente il nodo delle competenze con la attuazione di un atlante dei canali del comprensorio di bonifica ove sia definita in modo
inequivocabile la classificazione degli stessi (3°categoria, classificati, bonifica, non class.) e le competenze relative (autorizzazioni, concessioni,etc.).
Questi ultimi aspetti sono, peraltro, previsti anche dalla legge 31/2008, all’articolo 27 (ex decreto milleproroghe) che parla di riordino dei consorzi di bonifica da effettuare da parte delle
Regioni entro il 30 giugno prossimo e rispetto alle quali il ministero delle Politiche agricole e il ministero delle Infrastrutture devono fornire le indicazioni specifiche e le relative
risorse per renderli adeguati alle attuali esigenze.
Siamo convinti che i Consorzi di bonifica rappresentino un caso concreto e positivo di gestione di servizi di interesse pubblico secondo il principio di «sussidiarietà
orizzontale» che consente l’esecuzione di compiti che per la loro dimensione, per l’importanza degli effetti e per l’efficacia a livello di attuazione possono essere realizzati in modo
più soddisfacente da forme «comunitàrie» attraverso forme di autogoverno piuttosto che dagli enti pubblici.
Infine, nel valutare il comportamento del presidente e della maggioranza che lo ha eletto, rispetto al soddisfacimento delle aspettative e dei bisogni della «comunità
locale», alle quali il Consorzio avrebbe dovuto e potuto dare risposte esprimiamo un giudizio fortemente negativo e quindi lo invitiamo a trarne le conseguenze.




