La Cia di Taranto si autoconvoca presso il Consorzio Stornara e Tara

By Redazione

Taranto – Domani mercoledì 14 maggio, alle ore 9:00, la Cia di Taranto si è autoconvocata con una folta delegazione di agricoltori, presso la sede del Consorzio di
Bonifica Stornara e Tara in viale Magna Grecia a Taranto.

La Cia di Taranto, già dal mese di marzo e in ripetute occasioni, ha chiesto invano alla Regione Puglia, attraverso il Commissario del Consorzio di Bonifica dott. Vito Latorre, un
incontro per discutere delle problematiche relative alla campagna irrigua 2008.

Infatti, la preoccupazione della Cia deriva dalla mancanza di notizie certe circa la data di avvio della stagione irrigua e il prezzo dell’acqua da pagare per ogni ettaro prenotato.

A parere della Cia di Taranto il costo ambientale da corrispondere alla Regione Basilicata, secondo gli accordi con la Regione Puglia, non può gravare sulle tasche degli agricoltori: le
aziende devono soltanto corrispondere il costo industriale dell’acqua, maggiorata delle spese per la distribuzione.

La Cia di Taranto prende atto che ad oggi, a distanza di diversi mesi da quando sono stati lanciati i primi appelli, non si conosce realmente la data di avvio della stagione irrigua e il costo
per ettaro.

A differenza della Puglia, in Basilicata invece l’acqua è già disponibile per le aziende da diversi mesi.

Inoltre, va sottolineato che tarda ad arrivare la legge di riforma dei consorzi di bonifica, peraltro già promessa dalla precedente giunta regionale Fitto ed inserita tra le
priorità della attuale giunta Vendola.

Vi è la necessità urgente di un miglior utilizzo della risorsa idrica, sia da parte degli agricoltori ma anche da parte degli enti gestori, che spesso non dialogando fra loro,
consentono lo spreco di una risorsa così preziosa.

L’agricoltura della provincia di Taranto continua a subire le disattenzioni della politica e di alcuni tecnici, che non conoscendo realmente le problematiche ritengono che il toccasana sia
l’utilizzo delle acque reflue, ignorando che ingenti sono i quantitativi di acqua che vengono dispersi in mare e che potrebbero essere raccolti in invasi, vedi ad esempio progetto Fiumetto agro
di Ginosa (Taranto).

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