La Cia di Taranto sul Consorzio di Bonifica Stornara e Tara
7 Maggio 2008
Taranto – La Cia di Taranto evidenzia ancora una volta che alla data odierna non si conosce ancora quando e se sarà avviata la campagna irrigua dal Consorzio di Bonifica
Stornara e Tara, ulteriore preoccupazione viene espressa per le notizie relative ad un possibile aumento del prezzo per ogni ettaro prenotato.
Secondo l’accordo con la Basilicata il prezzo passerebbe dalle vecchie 12 lire al metro cubo alle attuali 180 lire al metro cubo, a ciò vanno aggiunti i costi di distribuzione da parte
del Consorzio di Bonifica, pertanto dagli attuali 485 euro per ettaro si passerebbe ad oltre mille euro. Tali somme non sono in alcun modo sopportabili dalle aziende agricole. Va inoltre
evidenziato che alla data odierna il Consorzio non ha fatto alcuna manutenzione agli impianti.
La Cia già diverse settimane fa aveva sostenuto che il miglioramento della situazione degli invasi lucani poteva consentire un avvio tranquillo della stagione irrigua, invece si è
dovuto attendere l’incontro del 6 maggio per ricevere rassicurazioni. Molto probabilmente all’assessore Introna sfuggono alcuni elementi importanti primo fra tutti il fatto che per le aziende
della Basilicata l’acqua è già disponibile da diversi mesi e che il costo della stessa è di gran lunga inferiore rispetto a quella che le aziende agricole della Regione
Puglia dovrebbero pagare.
A questi problemi va evidenziata la situazione di notevole difficoltà economica in cui versa il Consorzio di Bonifica Stornara e Tara. Il ritardo nell’avvio della stagione irrigua
potrebbe determinare notevoli danni alle aziende, una drastica riduzione nell’impiego di manodopera stagionale e problemi di ordine pubblico.
A tal proposito la Cia di Taranto ha chiesto al Consorzio di Bonifica Stornara e Tara un incontro chiarificatore con l’intervento degli assessori regionali alle Opere pubbliche Onofrio Introna
e alle Risorse Agroalimentari Agricoltura Enzo Russo e i sindaci dei Comuni interessati, al fine di fornire certezze ai produttori e coltivatori del tarantino sul prezzo dell’acqua divenuto
ormai insostenibile e sui tempi di erogazione.





