La Cia dell'Umbria sulla truffa della carne Chianina

I consumatori stiano tranquilli! Il sistema dei controlli sulla Chianina è più forte dei falsari; è quanto sottolinea la Giunta regionale della Cia dell’Umbria in merito
alla vicenda della truffa della carne scoperta dai Nas.

Può sembrare paradossale che un’organizzazione come la Cia, che si è prodigata in una forte campagna per la semplificazione burocratica, esalti il sistema dei controlli fino ad
attribuirgli la forza di smascherare dei veri propri truffatori. Si perché a nostro giudizio -sottolinea la Cia dell’Umbria- dal magnifico lavoro di indagine svolto dai Nas, di cui siamo
venuti a conoscenza dal sistema dei mas media, è stata sgominata una banda di persone, di cui 17 arrestate, che a vario titolo hanno alterato e violato le chiare e rigide regole che
vigono nella filiera delle carni tutelate dal marchio comunitario Igp.

Per questo -rileva la Giunta della Cia dell’Umbria- rivolgiamo un forte appello affinché le forze preposte al controllo e al rispetto della legge facciano fino in fondo quanto è
nei loro poteri. Ecco perché non consentiremo che per responsabilità di pochi “estranei” venga compiuto un danno economico e di immagine nei confronti degli allevatori onesti che
ogni giorno sono impegnati in questa difficile attività imprenditoriale. Viceversa siamo impegnati da almeno tre lustri in una quotidiana e costante opera di tutela, di valorizzazione,
difesa e promozione del prodotto carne derivante da questa razza tipica dell’Italia Centrale.

La Cia dell’Umbria, il Consorzio Filiera Agroalimentare Umbra, valuteranno attentamente con i legali, la possibilità di costituirsi parte civile, qualora, a seguito di questa dolorosa
vicenda, venisse lesa l’immagine di un prodotto tipico e tradizionale come la Chianina che noi addirittura consideriamo patrimonio della collettività in quanto frutto di decenni di
ricerche scientifiche, di selezione e di perfezionamento delle tecniche di allevamento.

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