La catena di sant'Antonio per un detergente cancerogeno che cancerogeno non è

 

Roma – Un tempo la catena di Sant’Antonio si effettuava con le lettere, oggi si e’ passati alle più comode e-mail, che costano meno e soprattutto si diffondono più
rapidamente.

Quel che rimane costante invece è la non attendibililità del contenuto (diremmo stupidità, ma non ce lo permettiamo) che purtroppo fa ancora presa, perchè
stimoli riflessi incontrollati di paura.

Circola, infatti, e di nuovo, la “notizia” che un noto componente di shampoo e saponi e’ cancerogeno. L’annuncio viene dall’America e oltre a contenere presunte affermazioni di
produttori del tipo “Si’, sappiamo che il lauril solfato sodico e’ cancerogeno ma non possiamo farne a meno”, contiene inviti all’acquisto (!!!) di prodotti che non contengono il
pericoloso cancerogeno.

Si tratta del lauril solfato sodico (sodium laureth sulfate o SLS), un tensioattivo che migliora la capacita’ di penetrazione dell’acqua nello sporco e quindi pulisce piu’ a fondo.
L’effetto visivo e’ quello di abbondante produzione di schiuma.

Il lauril solfato sodico viene estratto dalla noce di cocco o di palma e il Comitato europeo per la sicurezza dei cosmetici ne ha escluso la cancerogenicità. Un uso frequente e
massiccio può certamente provocare irritazione della pelle, in particolare nelle persone sensibili, ma la cancerogenicità è puro frutto di fantasia.

Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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