Istat: cresce la produzione industriale

Qualche spiraglio per la produzione industriale, secondo gli ultimi dati dell’Istat, infatti, è diminuita dello 0,2% a febbraio ma è cresciuta del 2,9% tendenziale su base annua,
in due mesi, sempre secondo l’indice grezzo, la produzione industriale è salita dell’1,5% su anno, rivisto al rialzo anche il dato relativo al 2007 da 0,4% a 0,5%.

Secondo l’Istat l’indice su base destagionalizzata è sceso su base mensile dello 0,2% a fronte di un aumento rivisto dell’1,2% nel mese di gennaio. Su base tendenziale annua l’indice
è sceso dello 0,8% (al netto dei giorni lavorativi che sono stati 21 contro i 20 di febbraio 2007) dallo 0,2% rivisto precedente. Su base destagionalizzata annua la produzione ha invece
registrato un aumento del 2,9% dallo 0,2% precedente. Nel confronto tra il periodo gennaio-febbraio 2008 e il corrispondente periodo del 2007, l’indice ha presentato un aumento dell’1,5 per
cento.

L’indice della produzione industriale corretto per i giorni lavorativi ha segnato, nel confronto con febbraio 2007, un’unica variazione positiva per l’energia (più 2,7 per cento), ha
registrato, invece, variazioni negative per i beni intermedi (meno 2,7 per cento), per i beni di consumo (meno 0,9 per cento il totale, più 0,2 per cento i beni non durevoli, meno 1,5
per cento i beni durevoli) e per i beni strumentali (meno 0,4 per cento).

Nel confronto tra il periodo gennaio-febbraio 2008 e lo stesso periodo dell’anno precedente, si è registrato un incremento del 2,5 per cento per l’energia. Hanno registrato variazioni
negative il raggruppamento dei beni intermedi (meno 1,7 per cento), dei beni strumentali (meno 0,2 per cento) e dei beni di consumo (meno 0,2 per cento il totale, più 0,4 per cento i
beni non durevoli, meno 1,0 per cento i beni durevoli).

Rispetto a gennaio 2008 gli indici destagionalizzati dei raggruppamenti principali di industrie, hanno segnato una variazione positiva per l’energia (più 0,5 per cento) e diminuzioni per
i beni di consumo (meno 2,6 per cento il totale, meno 0,6 per cento i beni durevoli, meno 2,6 per cento i beni non durevoli) e per i beni intermedi (meno 0,6 per cento). Per i beni strumentali
la variazione congiunturale è risultata nulla.

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