Arcotronics: «sì della Kemet alla proposta di nuovo piano industriale»

Bologna – Un primo «sì» ieri sera, a conclusione dell’incontro in Regione, alla proposta dell’assessore alle attività produttive Duccio Campagnoli di
discutere un nuovo piano industriale per Arcotronics e risolvere positivamente il difficile confronto che si è aperto sulla riorganizzazione produttiva.

Il parere positivo è arrivato da Kirk Shockley, da una settimana in Italia su invito di Campagnoli e rappresentante del gruppo americano Kemet al tavolo di confronto aperto in Regione
per Arcotronics.

Dopo una serie di approfondimenti svolti nei giorni scorsi, l’assessore ha proposto di riavviare la discussione con un nuovo piano, fondato sulla scelta di realizzare sin da subito un nuovo
stabilimento. Un’idea già ipotizzata dai precedenti dirigenti italiani di Arcotronics, ma rimasta bloccata in questi ultimi due anni di crisi e passaggi proprietari.
Il nuovo stabilimento verrebbe realizzato nei prossimi 24 mesi nell’area industriale di Pontecchio Marconi; il trasferimento dei lavoratori dello stabilimento di Vergato sarà quindi
rinviato fino a quando non sarà pronto quello nuovo. Contemporaneamente è stato confermato un impegno alla continuità delle attività anche per il futuro nello
stabilimento di Monghidoro.

«Mi sembra un risultato molto importante – commenta l’assessore Campagnoli – perché si potrà avere così una prova molto significativa dell’impegno della Kemet a
investire in Italia. Contemporaneamente Kemet ha accettato, come richiesto, di escludere definitivamente il ricorso ai 340 licenziamenti annunciati e di discutere, invece, di un piano di
riorganizzazione per i prossimi 2/3 anni che preveda unicamente l’uso della cassa integrazione».
Nell’incontro di ieri, Kemet ha presentato anche il documento chiesto sulle prospettive industriali, «che a mio parere – aggiunge l’assessore – indica in modo più chiaro gli
impegni che gli americani assumono per il ruolo futuro di Arcotronics nel gruppo. Si completa il risanamento finanziario (nel quale Kemet ha già impegnato circa 40 milioni di euro, e da
quanto ascoltato ne impegnerà ora altri 24) e soprattutto si dà ad Arcotronics la missione di polo produttivo del gruppo Kemet sui condensatori di alta qualità per il
mercato europeo e americano e sulla produzione di tecnologie per fabbricare questi condensatori. Quindi alla ricollocazione della produzione di condensatori di più basso costo per il
mercato asiatico, in stabilimenti in Cina (perché queste produzioni secondo Kemet sono ormai inevitabilmente causa di perdita), potrà corrispondere la crescita prevista su queste
produzioni a più alto valore aggiunto, che si rivolgono a settori nuovi come le tecnologie per l’energie rinnovabili, il risparmio energetico, l’automotive; e che potranno determinare ad
esito del piano di riorganizzazione dei prossimi tre anni un riequilibrio e una nuova crescita dei volumi produttivi di Arcotronics anche per il futuro. E’ una buona notizia anche il fatto che
si costituirà nel Gruppo Kemet la società Arcotronics Italia e che proprio Shockley si trasferirà a Bologna per assumere il ruolo di amministratore delegato: a Sasso
Marconi, infatti, verrebbe insediato l’head quarter di Kemet in Europa».

Per l’assessore Campagnoli «la conferma dell’impegno per Monghidoro e il rinvio del trasferimento di Vergato sono altri punti importanti per sviluppare positivamente la riorganizzazione,
consentendo anche un impegno che sino ad ora Regione e Comune di Vergato assumono, per promuovere nuove soluzioni anche per questo sito».
Nei prossimi giorni la Regione lavorerà con il Comune di Sasso Marconi per consolidare la scelta del nuovo stabilimento, mentre proseguirà il confronto tra i dirigenti Arcotronics
e i sindacati sulla riorganizzazione produttiva.
«Sono temi delicati che giustamente le organizzazioni sindacali non volevano e non vogliono affrontare alla cieca. Credo quindi – conclude Campagnoli – che con un quadro nuovo e serio di
riferimento sia possibile ricercare soluzioni di accordo utili all’efficienza produttiva e rispettose delle condizioni di lavoro dei lavoratori. Con Kemet e le organizzazioni sindacali abbiamo
condiviso l’obiettivo di provare a concludere il confronto entro le prossime due settimane».

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