Iraq, riaperto il Museo di Baghdad

 

Il Museo dell’Iraq di Baghdad riapre e torna ad essere accessibile al pubblico e agli studiosi grazie ad un determinante contributo italiano. E’ quanto annunciato in una
conferenza stampa a Roma dal ministro degli Affari Esteri Franco Frattini insieme con il ministro per i Beni e le Attività Culturali, Sandro Bondi e il ministro del Turismo e
Antichità dell’Iraq Kathan Abbas Al Jabouri.

Frattini: abbiamo promosso nel mondo l’identità nazionale irachena
Il ministro Frattini ha sottolineato che il sostegno italiano per la riapertura del museo di Baghdad è servito a “rendere nota al mondo l’identità nazionale di
un luogo in cui è nata la civiltà”. Per Frattini la politica estera italiana, ancora una volta, “si serve della promozione culturale per farne una bandiera di
pace”. L’Italia “farà ancora molto per la cultura in Iraq”, ha aggiunto, annunciando che si lavora alla riapertura dei musei di Najaf e Nassiriya e alla realizzazione di un
museo virtuale dell’Iraq, in collaborazione con il Cnr. La task-force per l’Iraq, in collaborazione col ministero dei Beni culturali, interverrà poi con corsi di formazione
per gli operatori locali anche nel settore turistico.

Frattini: tutela beni culturali in agenda della presidenza italiana del G8
Si parlerà anche di tutela dei Beni culturali e di regole internazionali per la lotta al traffico di opere archeologiche e artistiche nella prossima riunione del G8. Frattini ha
detto che il ministro Bondi “presiederà un incontro con i ministri della Cultura: in quell’occasione proporremo che si parli di regole globali per la prevenzione e il
contrasto del furto delle opere d’arte”. In quell’occasione, ha sottolineato il ministro degli Esteri, “proporremo anche il modello italiano”, che si basa
sull’attività del nucleo dei Carabinieri dei Beni culturali.

Bondi: protocollo d’intesa Italia-Iraq su lotta al traffico di opere d’arte
Già in questi ultimi tempi – ha ricordato poi il Ministro Bondi – l’Italia ha
siglato diversi protocolli d’intesa per questo settore con i singoli governi. E in occasione della presenza a Roma del Ministro iracheno del Turismo e delle Antichità,
Kathan Abbas Al Jabouri, ha annunciato, si discuterà di un protocollo d’intesa tra governi italiano e iracheno, per un impegno comune per combattere il traffico di opere
trafugate dall’Iraq, nonché della collaborazione italiana per la formazione di un corpo di polizia iracheno specializzato proprio nella lotta ai trafficanti. L’Italia, ha fatto
notare il Ministro Bondi, ha restituito proprio recentemente all’Iraq opere trafugate, sequestrate nel nostro Paese.

Ministro Turismo Iraq: la collaborazione con l’Italia continui
Il Ministro Al Jabouri ha sottolineato l’importante del ruolo dell’Italia nella ricostruzione del patrimonio artistico del suo Paese, e si augura che “questa
collaborazione, che è stata così importante anche in campo archeologico, possa continuare”. Turismo e archeologia, ha sottolineato Al Jabouri, sono due settori nei quali
l’Iraq ha grandi problemi. Gli effetti di tanti anni di guerra “pesano anche oggi sul Paese che per anni è stato bloccato nei settori del turismo, della ricerca e
dell’archeologia”, ha aggiunto, concludendo che l’Iraq “’ha ancora bisogno dei nostri amici nel mondo”.

Il Museo di Baghdad, dai saccheggi del 2003 alla rinascita nel 2009
Il Museo, chiuso dalla prima guerra del Golfo dal 1991, aveva subito un grave saccheggio a seguito degli eventi bellici del 2003. L’intervento italiano ha portato dapprima alla
creazione di un archivio elettronico per la classificazione degli artefatti sottratti. Nel 2004 sono stati donati e approntati i moderni laboratori di restauro attualmente
operativi. In seguito archeologi italiani hanno lavorato al restauro di importanti reperti tra i quali alcuni avori di Nimrud, i leoni di Tell Harmal e, in parte, il vaso di
Warka.
La ricostruzione e la riapertura delle più importanti sale del Museo, la Galleria Assira, con le statue ed i bassorilievi di Nimrud e Khorsabad, e la Galleria Islamica, sono
state rese possibili dall’impegno del Governo italiano che, a partire dal 2003, ha realizzato un vasto programma di interventi per il recupero del patrimonio culturale
dell’Iraq, grazie ad una fruttuosa sinergia fra i tecnici inviati sul campo, le strutture diplomatiche in loco e alcune Direzioni dei due Ministeri.
In particolare la Direzione Generale per il Mediterraneo e per il Medio Oriente tramite la Task Force Iraq, ha svolto uno straordinario lavoro nel recupero del patrimonio culturale
iracheno. A quest’ultima è subentrata, nel gennaio 2009, la Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo rendendo operativa una nuova Task Force impegnata nel
settore della cultura con importanti programmi che consentiranno non solo di dotare il paese di infrastrutture e musei all’avanguardia a livello internazionale, ma anche di aprire
nuove prospettive per lo sviluppo economico del paese in particolare dal punto di vista turistico.
Con un finanziamento del Ministero degli Affari Esteri e del Ministero dei Beni e Attività Culturali si sta ora programmando la riabilitazione dei musei di Diwaniyah, Najaf e
Nassiryah. Per la salvaguardia del patrimonio culturale è stata, inoltre, sviluppata una efficace sinergia tra il Ministero degli Affari Esteri e il Ministero dei Beni e
Attività Culturali (in particolare l’Istituto Centrale del Restauro). La Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri ha all’esame
un progetto per attività di formazione “on the job” e di “capacity building” per il rinnovamento complessivo e la gestione del sistema museale iracheno, inclusivo della
programmazione degli interventi di restauro dei reperti.

Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali sta procedendo a Nassirya ad una formazione preliminare di esperti per la conservazione del sito di Ur (luogo di origine di
Abramo) in vista di un più vasto intervento formativo su tale sito ugualmente all’esame della Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo. Quest’ultima sta anche
considerando interventi formativi e di “capacity building” nella Regione del Kurdistan iracheno (musei di Erbil e Suleimanya, cittadella di Erbil).

Leggi Anche
Scrivi un commento