IRAP, Picchetto (FI): «sette Regioni lo riducono, Bresso si limita agli annunci»

By Redazione

Torino – Dal 1° gennaio 2008 a chi deciderà di aprire una nuova impresa in Piemonte saranno abbuonati ben tre anni di Irap: questo l’annuncio trionfale che l’assessore
Peveraro sentiva l’urgenza di trasmettere ai piemontesi il 23 agosto 2007, da allora sono passati più di cinque mesi ma della promessa cancellazione dell’Irap, o anche solo di una
riduzione non c’è alcuna traccia, né negli atti della Giunta, né nella proposta di legge finanziaria attualmente all’esame del Consiglio.

«Che fine ha fatto il taglio dell’Irap, così vigorosamente sbandierato dalla Giunta – chiede ora Gilberto Pichetto, consigliere regionale di Forza Italia, con un’interpellanza
depositata a palazzo Lascaris. E pensare che l’assessore Peveraro, in quelle giornate di fine agosto, era stato prodigo di particolari, addirittura spiegando che il beneficio sarebbe andato
solo a chi avesse garantito nuovi investimenti ed occupazione, per un arco decennale. I giornali agostani, forse a corto di notizie migliori, gli andarono dietro, dando credito all’ennesimo
annuncio: fasullo, come tutti quelli che l’hanno preceduto, perché da allora, e sono passati più di 150 giorni, Peveraro non ha trovato il tempo di scrivere uno straccio di
provvedimento per mantenere fede alle dichiarazioni rese alla stampa».

E non è che la riduzione dell’Irap non fosse un fatto possibile, aggiunge Pichetto «dal momento che altre sette Regioni e Province autonome hanno deciso di farlo, in misura e forme
diverse, proprio a partire dal 2008. Dimostrando così che, quando c’è la volontà di andare davvero incontro al sistema imprenditoriale c’è la possibilità di
farlo. Ma forse la Giunta si è fermata perché la misura era stata immediatamente criticata da una parte della maggioranza, in particolare dai Comunisti italiani, che avevano
parlato di «regali agli imprenditori». Così un’iniziativa che avevamo detto fin da subito di condividere, e semmai ampliare e perfezionare, è finita nel cestino, a
conferma che l’immobilismo di questa maggioranza, divisa su tutto, impedisce di dare un reale sostegno all’economia piemontese».

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