Intervista a Vito Varvaro, presidente di cantine Settesoli

Intervista a Vito Varvaro, presidente di cantine Settesoli

Quando è nato e in cosa consiste il progetto Settesoli “Alta Qualità”?

Il progetto “Alta Qualità” è appena nato ed ha come obiettivo quello di migliorare ulteriormente lo stile e la pregevolezza dei nostri vini. Ogni  giorno riscontriamo sui mercati internazionali come si vinca solo  con vini che siano reale espressione del territorio di origine, prodotti da uve portate a perfetta maturazione e qualitativamente eccellenti. Cantine Settesoli oggi vende 25 milioni di bottiglie nel mondo, grazie al grande lavoro  fatto sia in vigna che in cantina, ma non  vogliamo fermarci ed il nostro preciso intento è quello di alzare ulteriormente l’asticella sia sui vini di fascia media che quelli di fascia alta. Con l’aiuto di Alberto  Antonini  vogliamo lavorare per rispondere meglio ai gusti dei consumatori del mondo ed in particolare dei mercati  asiatici. La missione della Settesoli è quella di massimizzare il valore delle uve dei nostri soci, e la qualità è la via maestra per  vendere più bottiglie ed a prezzo medio più alto!

Quali sono i principali mercati internazionali in cui operate e con quali vini?

Operiamo in 40 paesi in tutto il mondo, il nostro core business è l’Europa con una buona base sia in America che Giappone. Stiamo facendo progressi in Cina e Brasile. Vendiamo vini ai grandi retailers  del mondo grazie alla nostra capacità di produrre qualità in quantità: 6000 ettari gestiti centralmente, il più grande vigneto d’Europa! Coltiviamo 27 vitigni diversi sia autoctoni che internazionali e sperimentali in un territorio unico e con terroir diversi dalla collina alla riva del mare. Uno straordinario tappeto di vigne si estende su morbide colline che guardano il mare, le cui brezze, mitigando la calura estiva, favoriscono lo sviluppo vegeto produttivo delle uve, facendole arrivare intatte alla maturazione. A ciascuna cultivar,  il suo terroir: il nostro meraviglioso territorio con la sua varietà di suoli, ora calcarei, ora argillosi, ora sabbiosi, diverse pendenze, esposizioni ed altimetrie, attraversato dal fiume Belice ed accarezzato dai venti del sud, diventa un’officina a cielo aperto dove nel tempo abbiamo sperimentato la produzione ed il comportamento di uve differenti. La capacità di produrre uve eccellenti deriva da anni di studi e sperimentazioni in vigna, grazie ai quali oggi sappiamo con certezza  qual è il perfetto habitat e l’esatta epoca di vendemmia per ciascuna di loro. Cura,  attenzione e professionalità, oggi danno vita ai vini distribuiti con i marchi Settesoli e Mandrarossa, nati in questo angolo di Sicilia straordinariamente vocato per l’agricoltura e dalla sorprendente biodiversità.

Su quali nuovi mercati internazionali intendete puntare e perché?

Con il Consorzio Doc Sicilia abbiamo deciso che l’America è il  mercato prioritario per la Sicilia. Consumi di vino crescenti e buona conoscenza della Sicilia e dei suoi vini. Quello USA è certamente un mercato  complesso ma dove i prezzi sono sinonimo della la qualità del vino, quindi più bottiglie a prezzo medio più alto! La Cina è un’altra opportunità ma necessita molto studio anche perché la Sicilia non è ancora conosciuta e noi dobbiamo capire meglio il consumatore. Ma in prospettiva sarà un mercato importante per la Sicilia! Senza dimenticare l’Europa però!!

Vigneto Syrah, Cantine Settesoli

Vigneto Syrah, Cantine Settesoli

Quali sono le richieste che provengono dai mercati internazionali? E in che modo riuscirete a soddisfarle? In altri termini, proporrete dei nuovi monocultivar o Vini frutto di un nuovo blend di vini appositamente studiati per venire incontro al gusto del palato cinese o brasiliano?

La scelta dei i vitigni internazionali che gli autoctoni da produrre risponde e tiene contro delle esigenze del consumatore globale. Vogliamo sempre più sviluppare l’unicità dei nostri vini partendo dai vitigni autoctoni. Il Consorzio Doc avrà il compito di diffonderne la conoscenza nel  mondo, partendo dal Nero d’Avola.

In che modo Alberto Antonini, col nuovo ruolo di “wine consultant”, si integrerà col Team Settesoli e come opererà in concreto? In altri termini, quando vedremo il lancio dei suoi nuovi vini?

Alberto Antonini affiancherà il nostro Enologo, Domenico  De Gregorio ed il suo team. Non ci sarà un progetto Antonini ma un gioco di squadra che lavorerà con il preciso intento di migliorare il carattere e la struttura dei nostri vini, perché siano sempre più distintivi del territorio di origine. Sono sicuro che nasceranno nuovi vini, in particolare da vitigni autoctoni, rappresentativi del nostro straordinario terroir, che proprio in virtù dell’eccellenza delle uve e dal proprio profilo  qualitativo, venderemo con successo nei mercati internazionali.

Se il vino è espressione del territorio, quali iniziative promozionali e quali strategie di marketing pensate siano più adatte in USA, Europa, Asia e Brasile?

Come ho detto la qualità del vino è la nostra priorità. E’ necessario poi avere una organizzazione commerciale professionale capace di coprire i mercati e stiamo lavorando per rafforzare la nostra struttura: buone opportunità per i ragazzi che vogliono girare il mondo. Poi attività di promozione mirate a seconda dei diversi mercati,  approfittando della grande opportunità di investimento che viene dal  Consorzio Doc Sicilia! Il Made in Italy, anzi, nello specifico, il made in Sicily può vincere alla grande solo facendo gioco di squadra!

Redazione Newsfood.com

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