Intervista a Roberto Gheritti, Direttore Commerciale Italia Alimentari

Intervista a Roberto Gheritti, Direttore Commerciale Italia Alimentari

By Giuseppe

Intervista via email a Roberto Gheritti, Direttore Commerciale Italia Alimentari

Caro Roberto, entriamo subito in argomento ed eliminiamo anche il cerimonioso “Lei”, visto che siamo amici da qualche anno.

Come ha reagito l’azienda  alle prime avvisaglie dell’uragano CoronaVirus?

Dal punto di vista interno abbiamo reagito bene nel senso che sono state prese da subito le misure necessarie per il contenimento del virus cercando di creare un clima sicuro, dando la possibilità alla maggior parte dei colleghi di accedere allo smart-working. L’obiettivo principale per la nostra società è stato quello di dare la massima continuità aziendale in un momento storico che è stato dall’inizio complicato e pieno di imprevisti.

Italia Alimentari, come ha affrontato il primo lock down e quali sono stati i danni patiti? Ce li puoi quantificare?

Dopo un primo momento di incertezza legato al periodo pre-lock down, complice la chiusura di bar e ristoranti, abbiamo avuto una contrazione sui prodotti della divisione Snack – in particolare panini e tramezzini – oltre         alle forniture di bacon per i fast-food. Il mondo del “fuori-casa” è stato duramente colpito da questa emergenza sanitaria e le più rosee aspettative ci dicono che un ritorno alla “normalità” non potrà avvenire prima del         2022. I canali di vendita e le famiglie di prodotto più in difficoltà sono state aiutate dai canali e dalle famiglie che hanno performato positivamente, con una compensazione che si è rilevata fondamentale.

A novembre e poi dicembre… la seconda ondata, secondo lock down, proprio sotto Natale; cosa dice la tua forza vendita, cosa chiedono i tuoi clienti, quale supporto riuscite a dare?

Il secondo lock down, a livello generale, sembrava dovesse essere più soft mentre invece si è trasformato in una chiusura dalle caratteristiche simili a quella avvenuta nella prima parte dell’anno. Il fuori-casa è stato                 ulteriormente colpito e quindi la divisione snack ha subìto un ulteriore rallentamento a causa delle restrizioni. Diversa la situazione della divisione salumi che ha mantenuto i livelli di fatturato dello scorso anno e                 confermato anche i dati del periodo natalizio certamente uno dei periodi più strategici per questo comparto.

C’è ancora spazio per il venditore tradizionale… visto che l’ecommerce sta spazzando via tutto? E cosa mi puoi dire della logistica?

Ritengo che ci sia ancora spazio per il venditore tradizionale: i rapporti commerciali a causa della crisi sanitaria in corso necessariamente sono cambiati ma la componente umana ritornerà, prima o poi, probabilmente più forte di prima.
Questa situazione ha certamente incrementato l’ulteriore sviluppo dell’e.commerce che durante il periodo di quarantena ha raggiunto dei margini di crescita molto alti e che si è diffuso anche in quella parte di popolazione non troppo abituata agli acquisti online. Credo sia un fenomeno da considerare ma difficilmente in questa prima fase potrà spazzare via tutto: è sicuramente un canale aggiuntivo che anche noi stiamo sviluppando. Infatti nel corso di quest’anno abbiamo lanciato l’e.shop di Spanino dedicato alla vendita dei nostri panini confezionati agli operatori professionali e creato il negozio online del nostro flagship store Gourmè Soragna.
L’aspetto logistico rivestirà un ruolo centrale per lo sviluppo di queste attività: i più grandi fornitori di servizi logistici – anche refrigerati – da qualche anno stanno sviluppando al loro interno dei comparti dedicati all’home delivery offrendo la consegna di prodotti refrigerati anche ai consumatori finali.

Quali sono i prodotti  IBIS che hanno sofferto di più e quali invece meno?

Sicuramente il mondo dei panini confezionati per il canale del fuori-casa e le forniture per i fast-food costrette a ridimensionare i loro normali volumi a causa delle chiusure forzate.
Sul fronte dei salumi la divisione ha mantenuto i volumi dello scorso anno anche perché la distribuzione e i discount hanno subito in maniera diversa le norme di contenimento emanate dal Governo.

Secondo te, uomo di marketing e di vendita che sa leggere tra le righe… quali sono le prospettive del settore in un prossimo futuro?

Auguriamoci che il nuovo anno possa iniziare meglio di quello che sta per finire. Le sfide che dovrà affrontare il retail sarannno sicuramente l’aumento della concorrenza dei negozi di prossimità e dell’e.commerce. Le norme di contenimento hanno dato nuova vita ai piccoli negozi che hanno avuto un ruolo sociale nel supportare i consumatori all’interno di piccole e medie comunità.
Un altro fattore determinante sarà dato dal rapporto qualità/prezzo che sarà un fattore strategico per affrontare le nuove sfide.
Per quanto riguarda la nostra società: la multicanalità e la diversificazione di prodotto saranno le vere armi strategiche per eccellere nei mercati in cui andremo a confrontarci nel futuro prossimo.

 

Chiudiamo questo annus horribilis 2020 con la speranza di un 2021 baldanzoso e ottimista ma non dobbiamo dimenticarci quello che il Covid ci ha insegnato: il Lavoro e la Salute sono i beni più preziosi che abbiamo.

Giuseppe Danielli

 

 

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Redazione Newsfood.com
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