Intervista a Federico Menetto, il primo italiano ad entrare nel prestigioso Board dei Business Angel  Foodtech UK

Intervista a Federico Menetto, il primo italiano ad entrare nel prestigioso Board dei Business Angel  Foodtech UK

By Giuseppe

Federico Menetto, padovano doc, è il primo italiano ad entrare nel prestigioso Board dei Business Angel  Foodtech UK

Il 17 maggio 2023 a Bilbao, in occasione del salone Food 4 Future sarà annunciato l’ingresso nel prestigioso Board dei Business Angel  Foodtech UK che riunisce molti dei più attivi e impegnati investitori nel foodtech internazionale

Newsfood.com, 14 maggio 2023

Federico Menetto, il presidente del Board raggiunto al telefono, mi ha confermato che la sua nomina sarà il 17 maggio a Bilbao, come ha appreso la notizia?

Ovviamente con estremo orgoglio e soddisfazione che condivido con il mio team e i miei partner. Noi italiani possiamo essere protagonisti nei prossimi anni nel mondo del foodtech. Essere il primo fa sempre piacere.

 

Quale è il motivo fondamentale per cui arriva la sua nomina e quale il suo compito?

Nel mondo degli investimenti conta solo il track record. Fortuna o bravura che sia, chi decide e ti coinvolge nelle startup vuole sapere di avere a fianco qualcuno che la strada l’ha già fatta, e la deve “solo” ripetere. L’altro motivo è il team. L’idea che i business angel siano da soli a decidere è sbagliata. Io senza il mio team e i miei partner non sarei arrivato fino a qui. Tanto più nel mondo del foodtech le competenze non si possono inventare. Porteremo in UK creatività e competenza.

 

Chi sono le figure principali a cui affida le decisioni sugli investimenti?

Sicuramente i miei avvocati, in particolare Paolo Marra, Giacomo Mazzoleni e Stefano Bombelli dello studio SZA di Milano. Il team di Sasso Consulting, senza una dettagliata analisi non è possibile decidere così come senza un adeguato scounting è impossibile orientarsi, devo un grazie a Giancarlo Vergine di OVER VENTURES e Andrea Ninni che mi supporta nelle attivitá di sviluppo. 


Come è composto il suo portafoglio?

Il portafoglio si compone di una dozzina di startup e aziende a cui contribuisco con il mio team a sostenere lo sviluppo e le attività.
L’ultima di cui sono molto orgoglioso è Restworld a cui ho partecipato al round da 500k e anche Biorfarm a cui ho partecipato al round da 1M.
Recentemente sono entrato nel board di Tuduu e Tibilab, Ristobox e Bestbite. Grazie a Dio sono decine le startup che mi vogliono nel board ma scelgo con cura e molta attenzione.


Dott. Menetto, quale è il criterio con cui sceglie le aziende e i board in cui accetta di entrare?

La keyword guida è Healthy.
La considero uno delle migliori strade per il futuro: dove investire e dove lavorare. Il team è un altro dei motivi per cui investo, in particolare per l’apporto di smart money in fase di round e sviluppo.

Questa notizia che viene da UK sembra la classica “nemo profeta in patria” lei che ne pensa?

No. Ogni Paese è diverso. In Italia contano ancora molto i titoli accademici, le pubblicazioni, la fama, la famiglia o il club di appartenenza.
In UK come in altri paesi contano solo i risultati.
Di questo ne vado fiero.
In Italia, spesso ho detto dei gran no io. Non c’erano le condizioni.
Banche e altri gruppi finanziari, i family office mi hanno più volte chiesto un coinvolgimento sistematico. Per ora preferisco limitarmi a qualche consulenza e non vestire una sola maglia. La libertá è sempre stata al primo posto nella mia vita.


Come decide quanto investire in una startup?

Normalmente entro da solo con il 2,5% del round. Alcune volte mi sono spinto oltre. Cerco di rimanere costante. Spesso si aggiungono i miei followers: investitori meno attivi che credono in quello che faccio e seguono i miei investimenti.

 

Quali sono i progetti per il futuro?
Quali le startup che sta valutando? Sempre che ce lo possa dire.

Il progetto è di continuare ad alimentare il nostro ecosistema di attività, eventi e persone continuando l’internazionalizzazione.
Voglio continuare a investire nel foodtouch settore che considero sottostimato ma che darà un sacco di soddisfazioni.
L’ingresso in Arà e Fluid fatti attraverso Idea food and beverage vanno verso questa direzione. È bello “toccare” i propri investimenti, e poterli plasmare.
Trendi e Conkilia sono i due fascicoli che vede sopra la mia scrivania ora. Stiamo studiando e capendo quali opportunità ci offrono e quali sviluppi potremmo avere.
Siamo un plugin che va bene per molti ma non per tutti. Vogliamo fare la differenza, sempre, sia nel mondo del foodtech, foodtouch e nei progetti di blueconomy che stiamo seguendo con i Blufarmers.

 

Federico Menetto, il suo portafoglio è valutato già qualche milione di euro, a quando il prossimo exit?

Dal notaio vado solo a comprare, fino a che posso permettermelo.
L’exit non è l’unico orizzonte per un business angel.
L’exit è all’appannaggio del founder e non mio. Io posso vendere quelle che ho costituito e fondato io, come UNO.61 ma perchè dovrei farlo? Funziona, ha buoni margini. Cresce costantemente.
Venderla vuol dire qualche articolo di giornale in più. E basta.
Le aziende si fanno per ottenere la leadership nel proprio segmento. Vendere è una delle opzioni. Preferisco le fusioni. Quelle sono il futuro.


Dott. Menetto, in che senso sono il futuro?

Il proliferare di startup, che spesso rispondono a bisogni simili, nei prossimi periodi si uniranno per dare un servizio o prodotti alla stessa persona. Stiamo lavorando con alcune per giungere a farlo. M&A è una delle cose che adoro più fare.

 

La sua newsletter, che leggo sempre con piacere, descrive spesso con trasparenza il suo business e la sua agenda. Non ha segreti?

Chi legge la mia newsletters nel mio maccheronico inglese sono persone che adorano essere informate ed è giusto farlo con trasparenza e precisione. Nel mio mondo non ci sono molti segreti, poche chiacchere e contano solo i fatti. Cerco di raccontarli.


Ha collezionato molti successi che la nostra redazione ha spesso raccontato:  Mitilla,
Uno.61, Humus,  e tanti altri: come si fa mantenere questo ritmo?

Il segreto sono le persone. Sono sempre a caccia di talenti, persone audaci, capaci di guidare le imprese al successo.
Il nostro sistema le custodisce, le forma, le protegge, le allena, ma poi i risultati sono loro a raggiungerli e portarli.
Dietro ogni progetto ci sono dei veri numeri uno. Io tifo per loro e spero di portarli tutti in UK.

 

 

Giuseppe Danielli
Direttore Newsfood.com
Nutrimento & nutriMENTE

 

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