Influenza suina: Tamiflu, tutto da rifare?

Influenza suina: Tamiflu, tutto da rifare?

Per ora, l’antivirale conosciuto come Tamiflu è uno dei mezzi più efficaci per combattere l’ influenza suina ma, recentemente, la sua supremazia è messa in
discussione.

L’ ultimo “attacco” è opera di un gruppo di scienziati, in Inghilterra, che afferma come il farmaco provochi più danni che benefici nella salute di un gran numero di bambini. Il
loro studio, pubblicato su “Bmj” sottolinea come la riduzione dei sintomi è pesantemente controbilanciata dal rischio di vomito e che solo i pazienti con gravi problemi preesistenti
dovrebbero subire una terapia con tale prodotto.

La ricerca di questi studiosi, in questo momento all’ attenzione del Dipartimento della Salute, ha analizzato alcuni bambini tra fino a 12 anni, mostrando come il Tamiflu fosse fonte di vomito,
e quindi di disidratazione ed ulteriori problemi. Il farmaco ha (quasi) nessuna conseguenza sugli attacchi d’asma, le infezioni alle orecchie ed altre malattie.

Carl Henegan, lettore all’ Università di Oxford, afferma che la corrente scelta di dare Tamiflu anche per malattie lievi è “una strategia inappropriata” in quanto “Gli effetti
collaterali pesano di più della riduzione dei sintomi”.

Sulla tema influenza suina e dei metodi per combatterla si è espresso anche il dottor Matthew Thompson, medico generico e ricercatore all’ Università di Oxford. Egli ritene come
la lotta all’influenza stagionale possa offrire qualche suggerimento per contrastare il virus H1N1.

Per il dottor Matthews, il Dipartimento della Salute dovrebbe avvertire i genitori su costi e benefici di Tamiflu e Relenza; inoltre, sarebbe da attuare una strategia più cauta e
lasciare i farmaci solo ai casi estremi. “L’influenza suina attuale è generalmente un’influenza media….non differente dall’influenza stagionale. Siamo felici di affermare che i nostri
risultati si applicano anche alla versione corrente dell’influenza A”.

Il dottor Matthews ritiene inoltre che i piccoli malati dovrebbero essere curati “normalmente” con riposo e bevande per abbassare la temperatura (lasciando almeno inizialmente i farmaci da
parte).

I genitori dovrebbero però stare in guardia per notare eventuali problemi. Particolare cautela dovrebbe essere usata dalle famiglie con giovani colpiti da problemi dal sistema
immunitario: in questi casi, è quasi obbligatorio la supervisione del medico di famiglia.

Le dichiarazioni del dottor Matthews e degli altri colleghi quantomeno dubbiosi sul Tamiflu ed il suo utilizzo hanno spinto il Dipartimento della Salute a pronunciarsi pubblicamente.

Un portavoce ha dichiarato: “Mentre ci sono dubbi su come l’influenza suina colpisca i bambini, noi crediamo che il primo passo per difendersi sia offrire a tutti antivirali, (questo è)
un modo di agire ponderato e responsabile. Comunque, terremo tale strategia sotto controllo e continueremo ad acquisire informazioni sul virus ed i suoi effetti. La ricerca di Bmj ha ragione
nell’affermare che molte persone colpite dalla pandemia sviluppano solo sintomi lievi, per cui la miglior cura è riposo e farmaci da banco. Ma, per coloro che manifestano sintomi seri,
l’opinione scientifica prevalente è che il Tamiflu debba essere assunto prima possibile. E’ suggerire di fare altrimenti è potenzialmente pericoloso. Se la gente è in
dubbio sull’assunzione di Tamiflu dovrebbe consultare il proprio medico di famiglia”.

Matteo Clerici

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