Influenza suina, l’OMS difende il vaccino

Influenza suina, l’OMS difende il vaccino

Recentemente, numerosi mezzi di comunicazione, facendo proprie le domande di medici e virologi, avevano espresso dubbi sulla necessità di vaccini contro l’ influenza suina e sopratutto,
sulla possibilità di conciliare velocità di produzione con sicurezza di ricerca.

Ora, è la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità a scendere in campo. 


Partendo da tali legittime perplessità, gli esperti dell’OMS affermano come, nonostante la rapidità di sviluppo del prodotto, siano state adottate rigorose precauzioni. In una
nota sul suo sito Internet, l’Organizzazione afferma come le procedure permesse per il vaccino anti pandemia, anche nel caso di velocizzazione delle autorizzazioni, non compromettono la
sicurezza del prodotto o i controlli di qualità cui esso viene sottoposto.

Secondo i medici dell’OMS, l’ inoculazione è tra gli interventi sanitari principali per ridurre malattia e morte durante una pandemia. Come è spiegato sul sito: “L’ opinione
pubblica deve essere rassicurata che le procedure che autorizzano la diffusione di un vaccino, incluse quelle per velocizzare il processo, sono rigorose e non danneggiano ne la sicurezza ne i
controlli di qualità. L’ OMS avvisa tutti i Paesi di continuare a studiare ed analizzare i vaccini anche dopo l’ inizio della somministrazione. Nonostante siano riportati alcuni effetti
collaterali gravi, in 60 anni d’uso di vaccini anti influenza tali effetti sono stati rari.”

 Detto questo, gli esperti affermano che, durante una malattia su larga scala (come l’ influenza A), reazioni avverse al vaccino diventano più probabili dato il grandissimo numero
di soggetti coinvolti. Ad oggi, sono stati ordinate infatti decine di milioni di dosi del vaccino contro il virus H1N1, mentre i primi test coinvolgono migliaia di volontari.

Tutto regolato dall’OMS seconodo il piano di preparazione alla pandemia, messo a punto nel 2007. In tale piano di battaglia, ruolo fondamentale sarà giocato dai vaccini. Per l’ OMS, fu
proprio la loro assenza a rendere micidiale le passate pandemie del ‘900, in quanto: “Durante le pandemie del 1957 e del ’68, il vaccino fu sviluppato troppo tardi per fungere da paracadute
durante il picco dei contagi. E, quando l’ influenza spagnola flagellò il mondo nel 1918, i vaccini anti influenzali non erano ancora stati sviluppati”.

Matteo Clerici

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