Influenza A, i vaccini non bastano. Il Piemonte cambia il piano antinfluenzale

Influenza A, i vaccini non bastano. Il Piemonte cambia il piano antinfluenzale

By Redazione

Il vaccino anti influenza A arrivato in Piemonte è per ora insufficiente. Allo stato delle cose, la Regione possiede infatti solo 32.900 dosi di prodotto, sufficienti solo per vaccinare
16.000 dei 70.000 operatori sanitari delle strutture locali. A tal proposito, Elenora Artesio, assessore alla sanità fa notare come saranno utilizzate solo metà dosi, con l’altra
metà come paracadute

Inoltre il vaccino richiede un richiamo, ed è necessario premunirsi contro il rischio che le prossime consegne arrivino in ritardo, lasciando scoperti anche coloro cui è stata
somministrata la prima dose

Tali fattori obbligheranno le autorità piemontesi a rivedere il piano antinfluenzale, creato pensando di avere a disposizione tutte le 630.000 dosi di vaccino necessarie.

Così, in attesa del prodotto, la Regione lima i dettagli del piano-anti pandemia.

I primi a ricevere la vaccinazione saranno i medici di base, seguiti dagli operatori del 118 e del pronto soccorso; infine, le forze dell’ordine. Originariamente, si pensare di effettuare
l’immunizzazione in centri vaccinali straordinari, individuati dalle ASL in palestre e ampi locali. Ma vista la situazione, l’assessorato opta ora per l’utilizzo dei 220 centri già
esistenti per le vaccinazioni dei bambini.

Intanto, le statistiche parlano di 5.000 contagiati dal virus H1N1, pari al 1 per mille degli abitanti.
Cifre non preoccupanti, ma gli esperti fan notare come la curva sia in rapida ascesa e si avvicina pericolosamente alla soglia di allerta del 2 per mille.

Matteo Clerici

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