Influenza A: dalla Cina ecco Panflu, il primo vaccino monodose

Influenza A: dalla Cina ecco Panflu, il primo vaccino monodose

La Cina annuncia di aver iniziato la produzione di massa di Panflu, vaccino monodose contro l’ influenza A.

La dichiarazione arriva da Zhang Wei, capo dell’ufficio applicazione dell’amministrazione Sfda (State food drug administration, l’autorità di alimentazione e farmaci). Durante la
conferenza stampa Wei ha sottolineato come “Il vaccino anti H1N1 di Sinovac (il laboratorio di produzione) è ufficialmente approvato” in quanto “I test hanno mostrato che il vaccino
è sicuro”. Panflu potrà essere somministrato a tutti i soggetti da 3 a 60 anni; è già in programma la produzione di 5 milioni di dosi.

Alla notizia della nascita ufficiale di Panflu, gli addetti ai lavori occidentali hanno reagito con un cauto ottimismo.

Il dottor Gianni Rezza, esperto di epidemie dell’Istituto superiore di Sanità, afferma che “Una sola dose possa bastare è verosimile, perchè anche per i vaccini
“occidentali” questa è ormai più che un’ipotesi”.

Ma l’idea di un vaccino monodose per combattere il virus h1n1 non è un’esclusiva di Pechino con il suo Panflu.

La Novartis, azienda farmaceutica con sede in Svizzera, sta progettando Celtura, vaccino anti pandemia, anch’esso pensato per esser monodose.

I ricercatori elvetici hanno condotto i primi test in collaborazione con l’Università britannica di Leicester, lavorando con 100 volontari.
I risultati hanno evidenziato come nel 80% dei casi il sistema immunitario reagiva dopo una dose di vaccino; se le dosi erano due, la percentuale saliva a 90%. Commenta così Andrin
Oswald, amministratore delegato dell’unità vaccini di Novartis: “Lo studio ci porta a dedurre che, mentre due dosi forniscono una migliore protezione, anche una sola dose del nostro
vaccino Celtura è sufficiente per proteggere gli adulti dall’influenza suina”.

In ogni caso, l’azienda ha annunciato di avere in programma ulteriori test.

Ma, sia Panflu che Celtura non fermano certo la corsa al vaccino: tutte le multinazionali sono al lavoro per poter soddisfare le richieste degli Stati (tra cui l’Italia) preoccupati per la
seconda ondata d’influenza A.

Matteo Clerici

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