Influenza A: chiarezza sul virus e dubbi sul vaccino

Influenza A: chiarezza sul virus e dubbi sul vaccino

In Italia, l’inizio della campagna di vaccinazione ha riportato l’influenza A al centro dell’attenzione pubblica. Inoltre, il passare del tempo dalle prime manifestazioni del virus H1N1 ha
indotto alcuni addetti ai lavori a tirare le prime somme sulla pandemia e sui metodi di contrasto.

Uno di questi esperti è il dottor Carlo Perria, medico di sanità pubblica della Laziosanità (Agenzia di Sanità Pubblica del Lazio).

Innanzitutto, egli fa notare come la pandemia sia caratterizzata da un virus H1N1 a due facce, quella estiva e quella invernale. Il virus estivo è stato poco aggressivo, capace di
trasmettersi efficacemente ma incapace di causare una malattia severa. Il virus invernale si dimostrerà (secondo previsione ragionevole) capace di aumentare i casi leggeri e di provocare
pochi casi gravi, per di più in individui anziani e di salute già debilitata.

I problemi più gravi, paradossalmente, potrebbero arrivare dai vaccini.

Secondo il dottor Perria, con tali prodotti è necessari cautela in quanto: “La maggior parte di evidenze proviene da studi clinici effettuati per lo più su giovani adulti sani e
non includono alcune delle principali categorie target dell’intervento, e cioè i bambini, gli adulti affetti da patologie croniche e le donne in gravidanza.

Inoltre è possibile “la comparsa di effetti collaterali, diversi da quelli noti come conseguenza della vaccinazione contro il ceppo stagionale, e riconoscibili, specialmente i più
rari, solo dopo somministrazione a larghe fasce di popolazione”.

Tale sfiducia nel vaccino non è un qualcosa di raro ed isolato. Secondo un sondaggio dell’OMS una percentuale, che oscilla dal 25% al 50% dei potenziali vaccinati (compresi gli operatori
della sanità), pensa di rifiutare l’immunizzazione per paura degli effetti indesiderati.

Matteo Clerici

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