Inflazione, la benzina torna a salire (2,4%)

Inflazione, la benzina torna a salire (2,4%)

Secondo i dati definitivi dell’Istat l’inflazione a febbraio si mantiene stabile all’1,6%. Dai dati dell’Istituto emerge un rallentamento dei prezzi dei beni alimentari e un rialzo del 2,4%
della benzina rispetto a gennaio. Per Adoc è l’ennesimo fenomeno speculativo che danneggia le famiglie di oltre 400 euro l’anno.

“Basta con la speculazione sui carburanti e con il giochetto della doppia velocità dei prezzi – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – appena il costo del greggio cresce, subito
il prezzo della benzina sale, del 2,4% rispetto allo scorso gennaio. Al contrario, quando il greggio cala, la benzina non scende. Circa un mese fa un barile di petrolio costava meno di 40
dollari al barile, ma il prezzo della benzina era inferiore a quello attuale di soli 3 centesimi. La crisi toglie il pelo ai petrolieri ma non il vizio di speculare sui consumatori e sulle
famiglie italiane. Si sta realizzando un “furto” dei possibili risparmi derivanti dal basso costo del greggio, che noi stimiamo in circa 400 euro l’anno, se la situazione dovesse perdurare.”

Per Adoc, inoltre, il rallentamento dei prezzi alimentari non è sufficiente, si prevede un brusco calo dei consumi per il 2009, pari al 5%.

“Il rallentamento c’è ma non si vede – continua Pileri – è paradossale e fortemente contraddittorio che, nonostante gli ultimi mesi di calo progressivo dell’inflazione, il livello
dei prezzi degli alimentari continui a rimanere pressoché stabile. Al contrario, un calo deciso dei prezzi sarebbe già dovuto avvenire, considerando i minori costi energetici per
il trasporto. Questo favorisce un ulteriore calo dei consumi a livello generale.  Secondo le stime dell’Adoc nel 2009 i consumi registreranno un calo di circa il 5% dovuto principalmente
al crollo delle vendite dei beni e servizi secondari, che già l’anno scorso hanno registrato un calo del 6-7% e che stanno diventando sempre più inaccessibili per i
consumatori.  La crisi ha messo in ginocchio le famiglie. Per Pasqua circa due italiani su tre, il 76%, non si muoveranno di casa, il 5% in più dell’anno passato. Un altro duro
colpo per il turismo, sempre più in crisi.”

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