Prezzi, Istat: a febbraio NIC 0,2% su gennaio e 1,6% in un anno

Prezzi, Istat: a febbraio NIC 0,2% su gennaio e 1,6% in un anno

By Redazione

L’Istat ha rilevato che nel mese di febbraio 2009 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività comprensivo dei tabacchi è stato pari a 137,0, registrando una
variazione di più 0,2 per cento rispetto al mese di gennaio 2009 e una variazione di più 1,6 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente; al netto dei tabacchi
l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività, pari a 136,4, ha presentato nel mese di febbraio 2009 una variazione congiunturale di più 0,2 per cento e una
variazione tendenziale di più 1,6 per cento.

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA), che a partire dagli indici relativi a gennaio 2006 viene diffuso in base 2005=100, nel mese di febbraio è stato pari a 107,1
registrando una variazione di più 0,2 per cento sul piano congiunturale e una variazione di più 1,5 per cento in termini tendenziali.

L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati

L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, comprensivo dei tabacchi, nel mese di febbraio 2009 è stato pari a 135,6, con una variazione di più
0,2 per cento rispetto a gennaio e una variazione di più 1,6 per cento rispetto a febbraio 2008; le corrispondenti variazioni registrate dall’indice calcolato al netto dei tabacchi sono
state, rispettivamente, più 0,2 e più 1,5 per cento, mentre il livello dell’indice è stato pari a 134,5.

Indice armonizzato dei prezzi al consumo per i paesi dell’Unione europea (IPCA) (comprensivo delle riduzioni temporanee di prezzo) – Italia

Gli aumenti congiunturali più significativi si sono verificati nei capitoli Bevande alcoliche e tabacchi, Comunicazioni (più 1,1 per cento per entrambi), Servizi sanitarie e spese
per la salute, Ricreazione, spettacoli e cultura, Istruzione (più 0,6 per cento per tutti e tre) e Altri beni e servizi (più 0,5 per cento); una variazione nulla si è
registrata nel capitolo Trasporti; variazioni congiunturali negative si sono verificate nei capitoli Abbigliamento e calzature (meno 0,5 per cento) e Prodotti alimentari e bevande analcoliche
(meno 0,1 per cento). Gli incrementi tendenziali più elevati si sono registrati nei capitoli Bevande alcoliche e tabacchi (più 4,3 per cento), Abitazione, acqua,
elettricità e combustibili (più 3,9 per cento) e Istruzione (più 3,3 per cento); variazioni tendenziali negative si sono verificate nei capitoli Comunicazioni (meno 2,0 per
cento), Trasporti (meno 1,7 per cento) e Abbigliamento e calzature (meno 0,5 per cento).

Indici NIC per le città capoluogo di regione

Nell’ambito delle 20 città capoluogo di regione, gli aumenti tendenziali più elevati dell’indice NIC si sono verificati nelle città di Napoli (più 2,3 per cento),
Genova (più 1,8 per cento), Trieste, Firenze e Reggio Calabria (più 1,7 per cento per tutte e tre); quelli più moderati hanno riguardato le città di Aosta
(più 0,8 per cento), Trento (più 1,0 per cento) e Palermo (più 1,1 per cento).

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