Inflazione, l’Istat conferma: a febbraio stabile all’1,6%

Inflazione, l’Istat conferma: a febbraio stabile all’1,6%

By Redazione

Mentre l’Istat conferma il dato sull’inflazione, che a febbraio è rimasta stabile all’1,6%, i consumatori, a causa della crisi economica che imperversa anche nel nostro paese, stringono
sempre più la cinghia, riducendo e modificando le proprie abitudini d’acquisto. 

Il Codacons ha svolto una indagine tra i propri iscritti, per verificare i settori che maggiormente, nel corso del 2009, risentiranno della crisi, e per i quali i cittadini ridurranno
maggiormente gli acquisti. Il primo dato che emerge è quello che vede 7 cittadini su 10 intenzionati a modificare le proprie abitudini di acquisto nel corso dell’anno.

Abbiamo chiesto a un campione di 1.500 consumatori, di indicare 3 settori merceologici per i quali avrebbero senza dubbio contratto i consumi durante tutto il 2009 – spiega il Presidente
Codacons, Carlo Rienzi – Il risultato, in ordine di settori più indicati come a rischio, è il seguente:

1.            AUTO E MOTO (acquisti, riparazioni, accessori, ecc.)

2.            GRANDI ELETTRODOMESTICI

3.            VIAGGI

4.            ABBIGLIAMENTO

5.            CALZATURE

6.            RISTORAZIONE

7.            TEMPO LIBERO E SVAGO (cinema, libri, discoteche, ecc.)

8.            PICCOLI ELETTRODOMESTICI (lettori mp3, cellulari, ecc.)

9.            TRASPORTI

10.          CONSUMI ENERGETICI (luce, gas, riscaldamento, ecc.)

11.          ALIMENTARI

12.          GIOIELLI

13.          CURA ED IGIENE PERSONALE

14.          TABACCHI

15.          FARMACI

Abbiamo inoltre chiesto – prosegue Rienzi – di specificare, relativamente al solo settore alimentare, 3 prodotti per i quali si sarebbero ridotti i consumi nel corso dell’anno. La classifica
dei prodotti che risentiranno maggiormente della crisi economica è la seguente:

1)            Pesce fresco

2)            Bevande alcoliche

3)            Carne bovina

4)            Pasticceria

5)            Alimenti dietetici

6)            Piatti pronti

7)            Salumi e insaccati

8)            Formaggi freschi

9)            Frutta

10)         Ortaggi

“E’ evidente come la crisi economica spaventi le famiglie, generando un clima di sfiducia e portando i consumatori a tagliare le spese soprattutto nei settori non ritenuti primari – conclude
Carlo Rienzi – o spostando gli acquisti verso prodotti e tipologie di negozi che consentono maggiori risparmi. Il Governo non ha più scusanti, e deve adottare con urgenza strumenti per
rilanciare i consumi e far riprendere l’economia, che può ripartire solo grazie ai consumatori”.

L’indagine è stata effettuata a campione e non ha alcun valore statistico

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