Incontri, Del Turco e Srour: «in Giordania il nostro know-how»

L’Aquila, 23 Ottobre 2007 – Trasferire il nostro know-how in Giordania, intensificare gli scambi culturali e commerciali; esaltare le eccellenze esistenti e progettarne delle nuove, di
questo si è parlato stamane, a palazzo Centi, nel corso della visita all’Aquila che la principessa Wijdan Bint Fawwaz Muhana, ambasciatrice in Italia del Regno Hashemita di Giordania, ha
reso al presidente della Giunta regionale, Ottaviano Del Turco.

Presenti all’incontro anche l’assessore regionale con delega ai Rapporti con i Paesi del Mediterraneo, Mimmo Srour, ed il vice prefetto dell’Aquila, Graziella Patrizi. «Una delegazione
abruzzese dell’Assessorato – ha detto Srour – è già stata in Giordania e in dicembre vi tornerà di nuovo.

E’ un Paese pacifico, un po’ simile al nostro, interessato ad abbattere le barriere che tuttora persistono tra le due sponde del Mediterraneo ed a costruire un futuro multiculturale,
multietnico e multireligioso.

Con la principessa Wijdan stiamo cercando di concretizzare delle iniziative importanti che vedano Abruzzo e Giordania partner». Il presidente Del Turco e l’assessore Srour hanno
affrontato uno dei temi più delicati del Paese orientale: quello dell’acqua. Essendo una zona prevalentemente desertica, la Giordania ha bisogno di acqua, in abbondanza e potabile.

«Noi – ha affermato Del Turco – ne abbiamo tanta e buonissima. Ma abbiamo anche Università all’avanguardia che fanno ricerca sulla sua depurazione e distribuzione». A
proposito di fiori all’occhiello dell’Abruzzo, in termini di formazione e sperimentazione, il Presidente ha indicato il polo oculistico di Chieti ma anche quello sulla metereologia dell’Aquila.

La principessa ha mostrato grande interesse per l’attività della facoltà di Ingegneria ed ha proposto scambi tra gli studenti abruzzesi e quelli dell’Università di Hamman.
Del Turco ha ricordato che l’Abruzzo è stata la prima Regione italiana ad aver istituito delle borse di studio per ragazzi orientali.

Sul fronte più squisitamente culturale, il Presidente ha sottolineato «la grandezza della civiltà mediterranea, il cui dominio è stato oscurato dalla successiva
scoperta dell’America». «Ma oggi – ha fatto notare – anche Paesi come America e Cina stanno riscoprendo il valore del mare nostrum ed è un dovere della classe politica
moderna cogliere questi segnali ed educare i giovani».

La principessa Wijdan è storica dell’arte, pittrice e curatrice d’arte. Nel presidente Del Turco ha trovato un valido interlocutore. Del Turco le ha donato delle pubblicazioni sui
più importanti esponenti dell’arte contemporanea ed ha invitato la sua ospite ad ammirare il Forte spagnolo (dove si è recata subito dopo), indicandolo come cornice ideale di una
grande mostra internazionale d’arte contemporanea.

A lei ha anche regalato un prezioso gioiello dell’artigianato abruzzese, quello stesso che i nostri pastori, in partenza verso i lontani pascoli, lasciavano alle loro donne come pegno d’amore
ma anche come simbolo di appartenenza. L’ambasciatrice di Giordania ha curato diverse pubblicazioni per le quali ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti ed ha fondato nel 2001 la facoltà
di arte e design presso l’Università di Giordania, di cui è attualmente preside. Ma è anche una valida politica essendo stata la prima donna ad entrare al ministero degli
esteri e a rappresentare la Giordania all’assemblea delle Nazioni Unite a Ginevra e New York.

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