Marche: conferenza regionale sull'internazionalizzazione
11 Ottobre 2007
Abbadia di Fiastra (MC), 2 Ottobre 2007 – Dalla difesa attiva dell’identità economica regionale, fatta di piccole e medie imprese specializzate soprattutto nel settore
manifatturiero, basata su innovazione, organizzazione a rete e internazionalizzazione, ad una strategia unitaria capace di mettere insieme tutti i soggetti del territorio. Per questo una nuova
legge regionale sull’internazionalizzazione, guardando al futuro, alla Cina e alla tradizione dei grandi personaggi storici marchigiani, a cominciare da padre Matteo Ricci. Questo in sintesi
l’intervento del presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca, portando il proprio saluto alla prima conferenza regionale sull’internazionalizzazione che si sta svolgendo quest’oggi
all’Abbadia di Fiastra (MC).
Voglio ringraziarvi e portarvi l’augurio di buon lavoro – ha detto Spacca – consapevole dell’impegno che il sistema delle imprese, le istituzioni e il vice presidente Agostini stanno mettendo
in campo per promuovere le aziende marchigiane nella sfida globale. Tempo fa abbiamo raccolto la sfida della valorizzazione e difesa attiva delle piccole e medie imprese, soprattutto attive nel
manifatturiero, che costituiscono l’identità economica e sociale della nostra regione. Abbiamo a questo fine utilizzato tre fattori: innovazione, organizzazione a rete e
internazionalizzazione. Oggi, facendo un bilancio, possiamo dire di aver colto nel segno. I dati sulle performance economiche del sistema Marche sono li a dimostrarlo. Noi non abbiamo fatto
come altre regioni del nord est che hanno interpretato i processi esteri in termini di delocalizzazione in mercati vicini, come i Balcani, per risparmiare sui costi e reimportare i semilavorati
in Italia. Noi abbiamo giocato la carta dei mercati lontani, del far east, della Cina, della Russia, dell’America Latina, per presidiarli da vicino, in termini produttivi e commerciali. In
questo modo quei mercati in forte crescita hanno consentito alle imprese marchigiane di generare flussi di cassa positivi, utili per generare occupazione e sviluppo nel territorio d’origine.
Ora dobbiamo innovare l’approccio, promuovere ancora la collaborazione a rete, consolidare la strategia unitaria con protagonisti tutti i soggetti attivi sui processi esteri, a cominciare dalle
camere di commercio, dall’ICE, dalle categorie socio economiche. E’ questo il senso e la portata della proposta di legge regionale sull’internazionalizzazione che avanziamo e che vuole essere
aperta a contributi e apporti. La strategia unitaria deve far riferimento non solo ai soggetti, ma anche alla integrazione delle politiche e delle iniziative. Come quelle culturali. E visto che
siamo nel maceratese, alla presenza del rappresentante dell’ambasciata cinese Xing Jianjun, voglio collegarmi all’opera di padre Matteo Ricci, grande maceratese e grande marchigiano che tanto
ha lavorato per il dialogo tra culture. Recentemente la giunta regionale ha chiesto al governo centrale che i quattrocento anni dalla morte, il cui anniversario cade nel 2010, venga considerato
formalmente un grande evento per tutto il paese. Inoltre, per i 150 anni dall’unità d’Italia, in corrispondenza del quale verranno realizzati grandi progetti per ogni regione italiana,
le Marche hanno chiesto di realizzare un museo dedicato a Matteo Ricci e un istituto dedicato ai rapporti bilaterali Italia – Cina. Testimonianze di come la comunità regionale sia capace
di guardare al futuro, anche attraverso la propria tradizione.