«Cooperazione con la Cina vitale per sviluppo toscano»

Firenze – «L’accordo di cooperazione culturale tra Toscana e Cina, frutto della missione regionale del settembre 2006, è uno dei più avanzati nel settore dei beni
culturali: prevede l’istituzione di rapporti duraturi tra la Facoltà di Architettura di Firenze e la Tsinghua University School of Architecture, oltre al coinvolgimento delle maggiori
imprese toscane in possibili progetti di restauro. Il risultato è doppiamente positivo: da un lato la promozione delle imprese e dei prodotti toscani della ‘filiera del restauro’, e
quindi la candidatura delle imprese toscane per il recupero di beni artistici e storici in Cina; dall’altro, la formazione degli operatori cinesi che potranno apprendere “l’arte toscana” del
restauro e conoscerne le metodologie operative, oltre che i più recenti sviluppi della ricerca nel settore e le possibili applicazioni sul loro patrimonio culturale.» Lo ha detto
Federico Gelli, vicepresidente della Regione Toscana, durante la conferenza stampa odierna di presentazione del progetto “From Survey to Project: the identity of a City”, dedicata al know how
toscano e organizzata dall’Agenzia di promozione economica “Toscana Promozione”, in collaborazione con il Dipartimento di Progettazione dell’Architettura dell’Università di Firenze e con
l’Istituto nazionale per il Commercio Estero.

«Il dialogo intrapreso a Pechino e a Shanghai nel 2006, prosegue oggi qui in Toscana, con il seminario formativo “From Survey to Project: the identity of a City”, dedicato al know how
toscano. – ha commentato il direttore di Toscana Promozione, Roberto Pucci – La nostra regione, d’altronde, è una terra che ha fatto dell’unione di sviluppo e tradizione il segreto del
suo successo internazionale. Un luogo dove si è riusciti a salvaguardare il proprio passato vivendolo come stimolo alla modernità. E le imprese toscane che operano nel settore
dell’edilizia e del restauro, possono offrire alla Cina un patrimonio di esperienza e di conoscenze la cui eccellenza è riconosciuta a livello internazionale. Da tutto ciò nasce
l’idea di questo progetto che avrà durata triennale e che mira a far guadagnare alla Toscana quote importanti in un mercato – quello cinese della tutela dei beni culturali – che ha
visto, nel 2006, un investimento di ben 900milioni di euro da parte del Governo».

Per Francesco Montanini, direttore dell’Ufficio ICE di Firenze «I prodotti e tecnologie del restauro sono l’ennesimo esempio di eccellenza del Made in Italy: nel 2008 sono previsti
interventi in Russia, Turchia, India e Marocco per oltre 500 milioni di euro. Questo progetto è estremamente importante per ICE perché vede operare insieme per la prima volta
tutti gli attori del comparto, università, organismi pubblici nazionali e territoriali preposti, aziende di prodotti e macchinari e di servizi, in un’ottica di reciproco scambio di
informazioni ed esperienze con gli esperti di una realtà culturale millenaria.»

Cristiano Lucchi – Nicola Maggi

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