In Italia, il termoelettrico diminuisce le emissioni di CO2, ma il carbone va in controtendenza

E’ in aumento, in Italia, il contributo del carbone nella produzione di emissioni climalteranti, un trend inverso a quello del nostro comparto termoelettrico, che ha visto invece ridursi la CO2
emessa in atmosfera grazie soprattutto all’efficienza delle nuove centrali alimentate a gas.

Nel 2007, secondo i dati resi noti dalla Commissione Europea, le emissioni di anidride carbonica del settore termoelettrico sono, infatti, calate del 7,1% rispetto all’anno precedente, mentre
la CO2 prodotta dalle nostre centrali a carbone è salita dello 0,7%.

Lo ribadisce, oggi, Legambiente, in occasione dell’ultima giornata di lavori della Conferenza sul clima di Bangkok, dove 164 Paesi riuniti sotto l’egida dell’Onu hanno discusso della tabella di
marcia per arrivare entro il 2009 al cosiddetto post-Kyoto, il nuovo accordo globale sulla riduzione dei gas a effetto serra che dovrà entrare in vigore nel
2012.

«Il carbone ci allontana dai nostri impegni di riduzione di gas serra – dichiara Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente – La strada che
l’Italia deve fare per raggiungere gli obiettivi di Kyoto è lunga. Non possiamo permetterci di rallentarla dando spazio a combustibile nero».

Nel 2007, le 12 centrali a carbone attive nel nostro Paese hanno riversato nell’atmosfera 42,5 milioni di tonnellate di CO2: 0,3 milioni in più dell’anno prima. L’impiego del carbone
nella produzione di elettricità (aumentato secondo i dati Terna dal 2006 al 2007 del 1,9%) è coinciso con livelli di inquinamento in crescita. Nel 2007 questo combustibile fossile
è stato responsabile del 34% delle emissioni climalteranti del settore elettrico, nonostante sia servito a produrre solo il 16% dell’energia.

Diverso il discorso per il termoelettrico nel suo complesso, dove l’entrata in funzione di nuovi centrali efficienti alimentate a gas fa diminuire le emissioni a effetto serra. Nel 2007 le
emissioni di anidride carbonica sono passate a 125 milioni di tonnellate rispetto alle 135 circa riversate appena un anno prima. Un taglio netto di quasi 10 milioni di tonnellate di CO2, che
equivale a quanto in un anno emette una sola centrale a carbone di grosse dimensioni.

E’ una diminuzione consistente registrata nonostante i consumi elettrici siano aumentati dello 0,4% rispetto al 2006. Coincide con l’aumento del gas tra le fonti per la produzione di
elettricità e l’entrata in funzione di nuovi impianti a ciclo combinato. Nel 2007, infatti, secondo i dati Terna, il contributo del gas naturale alla produzione di elettricità in
Italia è aumentato del 6,4% rispetto al 2006, mentre quello dei derivati del petrolio è calato del 24%.

Emissioni di CO2 da carbone Milioni di tonnellate di CO2

Centrale

Società

Limiti assegnati 2005-2007

emessioni 2005

emessioni 2006

emessioni 2007

Brindisi Sud

ENEL

13,4

15,3

14,4

14,2

Fusina

ENEL

4,8

5,6

4,6

4,4

Fiumesanto

ENDESA

3,6

4,1

4,8

4,3

Vado Ligure

TIRRENO POWER

3,3

3,7

3,9

3,8

La Spezia

ENEL

3,5

3,2

3,1

3,7

Monfalcone

ENDESA

2,2

2,7

3,4

3,0

Brindisi Nord

EDIPOWER

3,2

1,0

2,7

2,9

Sulcis

ENEL

1,2

1,5

1,5

2,4

Genova

ENEL

1,6

2,0

1,7

1,7

Bastardo

ENEL

0,8

0,9

1,0

0,9

Marghera

ENEL

0,8

1,0

0,6

0,8

Brescia Lamarmora

ASM

0,5

0,6

0,5

0,5

totale carbone

 

39

41,6

42,2

42,6

totale di tutto il termoelettrico

 

 

134,4

135,0

125,2

Percentuale del contributo del carbone sul totale del termoelettrico

 

 

31,0

31,3

34,0

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