Gli eurodeputati votano sui dati scientifici riguardanti i cambiamenti climatici

Il primo aprile il comitato temporaneo sui cambiamenti climatici (CLIM) del Parlamento europeo ha adottato la sua relazione provvisoria che prende in esame i dati relativi ai cambiamenti
climatici, nella relazione di iniziativa non vincolante, che a maggio verrà sottoposta a un voto plenario a Strasburgo, gli eurodeputati hanno criticato gli attuali sforzi di riduzione,
definendoli «insufficienti per ridurre le emissioni globali di gas serra nei prossimi decenni».

La relazione afferma: «Quasi tutti gli Stati membri stanno facendo buoni o persino ottimi progressi nei loro sforzi a rispettare gli obiettivi individuali UE stabiliti in base al
burden-sharing, aumentando così la possibilità che l’UE raggiunga il suo obiettivo di Kyoto entro il 2012>» Tuttavia, dopo il 2012, gli Stati membri dovranno fare di
più se vorranno raggiungere l’obiettivo di ridurre entro il 2050 le emissioni tra il 60 e l’80% rispetto ai valori del 1990.

I membri del comitato sono d’accordo sul fatto che prove scientifiche mostrano chiaramente che la causa fondamentale del riscaldamento globale è antropica. Per questo motivo, gli
eurodeputati condannano «gli sforzi, senza fondamento scientifico, di far apparire incerti i risultati degli studi sulle cause e gli effetti dei cambiamenti climatici», sebbene
riconoscano che i progressi scientifici siano sempre stati caratterizzati da incertezze.

«Comunicare le prove scientifiche dell’impatto umano sul clima globale deve essere la parte principale di un tentativo più ampio di ottenere il supporto del pubblico per le misure
politiche destinate a frenare le emissioni di anidride carbonica,» ha detto il relatore cristiano democratico Karl-Heinz Florenz nella sua dichiarazione esplicativa. «I cambiamenti
individuali nei modelli degli stili di vita sono necessari e dovrebbero fare parte di tentativi educativi per comunicare cause ed effetti del riscaldamento globale, ma non possono essere
imposti mediante decisioni politiche.»

In linea con le preoccupazioni espresse di recente sui biocarburanti, gli eurodeputati chiedono anche «ulteriori ricerche sull’impatto delle politiche volte a promuovere i biocarburanti e
i loro effetti sull’aumento della deforestazione, l’espansione delle terre coltivate e le quantità di cibo nel mondo.»

L’adozione della relazione giunge solo pochi giorni dopo che il comitato ha tenuto la sua Sesta sessione tematica su «Coinvolgere altri attori: cambiamento climatico, adattamento nei
Paesi terzi e sicurezza globale». In quella occasione Rajendra Pachauri, presidente del Comitato intergovernativo sul mutamento climatico (IPCC) che ha vinto il premio Nobel, ha
sollecitato l’UE a dare il buon esempio. ‘Sii tu il cambiamento che vuoi vedere nel mondo’, ha detto citando il Mahatma Gandhi. Ha anche sottolineato che i cambiamenti climatici sono solo parte
di un problema più grande, «quello dello sviluppo non sostenibile».

La permanenza in carica del comitato temporaneo doveva inizialmente finire nel maggio del 2008. Tuttavia, il suo mandato è stato recentemente prolungato fino a febbraio del 2009,
riconoscendo così l’importanza della questione. Le relazione finale del comitato è stata rimandata fino a quella data. Mentre la relazione provvisoria si concentra sugli aspetti
scientifici, il documento finale conterrà raccomandazioni sulle politiche future dell’UE sui cambiamenti climatici e sulle misure di adattamento e riduzione, nonché la posizione
del Parlamento nei negoziati internazionali per un sistema sui cambiamenti climatici successivo al 2012.

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