In equilibrio i conti dell’Inps

In equilibrio i conti dell’Inps

Il sistema previdenziale italiano è in “equilibrio” e non è necessaria una nuova riforma delle pensioni. Il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua – nel corso della
presentazione, oggi, a Montecitorio, della Relazione annuale dell’Istituto – sottolinea il buono stato di salute dell’Ente. “I conti sono a posto”, ha detto. “Il bilancio 2008 presenta un saldo
attivo di più di 11 miliardi di euro”. Nello specifico: l’avanzo di gestione è il risultato della differenza positiva tra 267.171 milioni di euro di entrate e 255.896 milioni di
euro di uscite complessive. Il patrimonio netto tocca, invece, quota 43.526 milioni.

Sui buoni risultati di gestione ha influito la crescita delle entrate contributive ( 5,6% a 144.653 milioni di euro), superiore all’aumento delle spese per pensioni (166.805 milioni con un
2,8%). Questo dato positivo è il risultato di una molteplicità di fattori: dall’incremento degli iscritti (231mila in più rispetto al 2007), all’aumento dell’aliquota per i
lavoratori autonomi e i parasubordinati, dalla lotta all’evasione e elusione contributiva al recupero di crediti per 5.131 milioni di euro ( 18,9% sul 2007).

I pensionati sono il 24% della popolazione italiana, sottolinea ancora il Rapporto Inps, ma gli assegni nel complesso erano a fine 2008 16.086.076. Se il numero delle pensioni è in lieve
calo (-0,26%) aumentano, invece, i trattamenti di disoccupazione e di cassa integrazione. Nell’anno sono stati erogati 700mila  trattamenti di cassa integrazione per un totale di oltre 223
milioni di ore ( 24% sul 2007), mentre gli assegni di disoccupazione hanno riguardato 1,4 milioni di persone e una spesa di 4.458 milioni di euro.

Ancora, l’Inps ha annunciato un miglioramento dell’azione di contrasto al lavoro nero (grazie a una strategia di controlli più mirati nell’anno sono state trovate irregolarità
nell’82% delle aziende ispezionate) ma anche una stretta sugli invalidi civili, aumentati di 150mila  unità ( 6,4%), prevedendo per l’anno in corso 200mila verifiche sia di tipo
sanitario che reddituale su altrettanti beneficiari di queste pensioni.

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