Il vino Marsala compie 50 anni

Il vino Marsala compie 50 anni

Marsala: 50 anni, tra passioni garibaldine, qualità siciliana e riconoscimenti europei.

Secondo storia, il Marsala è un vino liquoroso la cui produzione è antica: tuttavia, la celebrità arriva sul finire del Diciottesimo Secolo. John Woodhouse, commerciante e
navigatore, nel 1776arriva nel porto e scopre l’alcolico locale. Nell’Inghilterra dell’epoca, andavano di moda vini fortificati spagnoli e portoghesi, simili al Marsala, e questo rendeva i
britannici pronti ad apprezzare la bevanda. Ulteriore vantaggio, la tecnica di produzione che aumentava il tasso alcolico ma rendeva anche il Marsala più resistenti al degrado del
trasporto via mare. Arrivato in Gran Bretagna, il Marsala viene così apprezzato che Woodhouse si stabilisce in Sicilia ed inizia la produzione di massa.

E, tra i produttori, va ricordato il ruolo della famiglia Florio: il capostipite Vincenzo arriva sull’isola nel 1833, acquista due grandi appezzamenti di terreno ed inizia a produrre il vino
con specie esclusiva d’uva. Capaci di sopravvivere al passaggio delle mode (particolarmente ondivaghe nel XX secolo) i creatori di Marsala immettono sul mercato 70.000 ettolitri all’anno,
48.000 dei quali prodotti da aziende iscritte al Consorzio di Tutela Marsala DOC.

Oltre i produttori, i consumatori: forse il più famoso è Giuseppe Garibaldi, che in onore del vino chiamò “Marsala” la sua cavalla preferita.

Ma il Marsala è anche la DOC più anziana del Paese, capace di ottenere tale riconoscimento con il decreto legge n.930, vero e proprio apripista per la creazione di vini di
qualità: tra i punti dei disciplinari introdotti, l’uso di uva di una zona di produzione certa e delimitata.

E’ allora tempo di festeggiare, con il sindaco Giulia Adamo che invita turisti ed assaggiatori, ricordando come Marsala sia “Città Europea del Vino” con la possibilità di crearsi
la propria cantina di Marsala DOC. Infatti, “Abbiamo raggiunto un accordo con un corriere nazionale e internazionale, che consentirà di ricevere a casa propria, con una spesa simbolica,
i vini della denominazione più antica d’Italia. Un modo per dimenticare i vincoli-bagaglio delle compagnie aeree”.

Matteo Clerici

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