Il Veneto è capofila europeo per la telemedicina
11 Gennaio 2008
Venezia, 11 Gennaio 2008 – Nella sede della Regione del Veneto di Bruxelles sarà presentata mercoledì 16 gennaio alle ore 11 la fase conclusiva del progetto europeo di
telemedicina «Health Optimum» finanziato dalla Comunità Europea tramite il programma eTEN ed affidato a Venezia che coordina la Danimarca, la Svezia, la Romania, la Spagna.
Nel corso della giornata saranno messi in evidenza i risultati ottenuti attraverso l’utilizzo di servizi innovativi di telemedicina presso ciascun Paese partner e si discuterà
dell’avviamento di un tavolo internazionale di lavoro per definire i protocolli clinici da applicare all’utilizzo della telemedicina. Si parlerà anche del trattamento del dato clinico
del paziente con attenzione alle esperienze maturate negli Stati coinvolti nell’adozione del fascicolo elettronico del paziente.
«Il progetto Health Optimum – spiega l’assessore alle Politiche sanitarie, Francesca Martini – si pone come obiettivo la validazione e la diffusione degli applicativi di telemedicina sia
per migliorare l’organizzazione delle specialità cliniche e la qualità dei servizi erogati, sia per estendere la disponibilità di servizi sanitari di eccellenza, sia per
ridurre allo stesso tempo i costi ad essi collegati».
La prima fase si è già conclusa e ha abbracciato un periodo di diciotto mesi dal 2004 al 2006, la seconda fase ha preso avvio nel giugno 2007 e terminerà nel maggio 2009.
Per quanto riguarda la Regione del Veneto si punta ora a diffondere il teleconsulto neurochirurgico e il telelaboratorio. Prosegue Martini: «Il teleconsulto permette di dare veloce e
formalizzata risposta alle richieste di consulenza neurochirurgica su pazienti urgenti con trauma cranico e vertebromidollare presentate dall’ospedale non dotato di neurochirurgia alla
neurochirurgia e alla neuroradiologia del Polo neurochirurgico di riferimento. Il processo sperimentato ha piena validità giuridica grazie all’applicazione della firma digitale. Viene,
inoltre, garantito il rispetto della riservatezza dei dati grazie alla trasmissione su canale cifrato. Mentre il telelaboratorio risponde all’esigenza di effettuare test ematici periodici sui
pazienti in assistenza domiciliare integrata, sugli anziani nelle residenze sanitarie assistenziali e, quindi, su realtà territoriali lontane dal laboratorio centrale. Grazie alle nuove
strumentazioni è possibile effettuare gli esami sul posto con immediata disponibilità dei risultati. Anche in questo caso il processo ha piena validità giuridica grazie
all’applicazione della firma digitale da parte del responsabile del laboratorio centrale al quale vengono inviati i referti e viene garantita sempre la riservatezza dei dati che vengono
trasmessi su canale cifrato».
L’obiettivo è arrivare alla condivisione dei documenti e delle informazioni fra le Aziende sanitarie venete. Tutta la documentazione clinica riguardante gli episodi trattati nell’ambito
del teleconsulto e del telelaboratorio va ad alimentare un report aziendale che mantiene i documenti in maniera persistente, affidabile e continua dove prende forma una sorta di
«libretto» per la condivisione delle informazioni cliniche di ogni paziente. Prosegue Martini: «Si potrà così realizzare un registro regionale ovvero un indice
che consente ai medici dei poli neurochirurgici collegati di ritrovare le informazioni necessarie ad una migliore diagnosi e cura». «Il fascicolo elettronico – conclude l’Assessore
– contiene i metadati di ciascun documento che è stato registrato nel sistema, ha in sé il riferimento al report in cui si trova il documento, risponde alle interrogazioni del
richiedente per i documenti da visualizzare, esegue controlli di validazione dei documenti al momento della loro registrazione». La creazione del fascicolo avviene nel pieno rispetto
della normativa riguardante la sicurezza e la riservatezza nel trattamento dei dati sensibili del paziente da parte delle strutture sanitarie.




